Cronaca

"Gestivano il racket delle prostitute minorenni", tre condanne

Decise anche cinque assoluzioni: il giro di squillo sarebbe stato allestito attorno al Paradise

Il racket delle prostitute, spesso anche minorenni: tre degli otto imputati del secondo filone dell’inchiesta “Lenone”, sono stati condannati. Sotto accusa Angelo Incorvaia, 66 anni, di Licata; i rumeni Adriana Maria Cristina Radulescu, 35 anni, Aurel Caruta, 34 anni, e Nicoleta Schiau, 31 anni;  Carmelo Cani, 31 anni, di Palma di Montechiaro, e Angelo Schembri, 63 anni, di Licata. Per due imputati - Marinica Lacramioara “Anna” Pachitei, 36 anni, e Petre Alexandru Roman, 25 anni, entrambi rumeni - il processo, in un primo momento, era stato sospeso perché erano latitanti.

La sentenza è stata emessa dal collegio di giudici della seconda sezione penale presieduto da Giuseppe Miceli con a latere Antonio Genna e Vincenzo Ricotta. Cinque anni di reclusione sono stati inflitti a Incorvaia. Sei anni a Pachitei e Roman. Assoluzione, perché i fatti non sussistono e per non averli commessi, per gli altri cinque imputati. 

Dopo la requisitoria avevano  illustrato le loro arringhe gli avvocati Monica Malogioglio, Mariolina Faraci, Valentina Buongiorno, Antonio Montana, Angelo Trigona e Gaspare Lombardo. Ieri pomeriggio è arrivato il verdetto.

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