Diciannove chili di canapa indiana nascosti fra le zucchine, proprietario del fondo patteggia

Angelo Callea, 52 anni, e Giacomo Vinci, 47 finiscono davanti al gup: il primo ha chiesto l'applicazione della pena di un anno, nove mesi e dieci giorni di reclusione

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Diciannove chili di canapa indiana fra le zucchine: il proprietario di quel terreno, dove erano state coltivate le settanta piante che avrebbero prodotto circa 3.000 dosi medie, e un bracciante agricolo finiscono davanti al gup con le accuse di coltivazione e detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. 

Si tratta di Angelo Callea, 52 anni, e Giacomo Vinci, 47. Il primo ha chiesto l'applicazione della pena. I due imputati, difesi dagli avvocati Angelo Benvenuto e Salvatore Graci, erano stati sorpresi dai carabinieri dopo che avevano notato movimenti anomali nelle vicinanze del fondo agricolo di contrada Fiumevecchio, a Licata. Il 4 dicembre del 2018 scatta il blitz. Sul posto è stato subito rintracciato il proprietario - Callea - in compagnia di Vinci. In una serra, adibita alla coltivazione di zucchine, è saltata fuori una piantagione con circa settanta piante di canapa indiana che una volta essiccata, sarebbe stata pronta ad essere smerciata.

Il difensore di Callea, l'avvocato Salvatore Graci, questa mattina mattina ha chiesto di patteggiare un anno, nove mesi e dieci giorni di reclusione. La strategia processuale, tuttavia, dovrà essere formalizzata perchè agli atti mancava ancora la procura speciale conferita al difensore dall'imputato. Nessuna scelta di riti alternativi per Vinci: il suo legale Angelo Benvenuto proverà ad evitare il rinvio a giudizio. Il gup Alessandra Vella, per entrambi, ha disposto un rinvio al 15 luglio. 

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