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Martedì, 7 Dicembre 2021
Cronaca Licata

"Pizzo sulle buste paga", dipendenti parti civili contro i responsabili di una coop

Riprende l'udienza preliminare scaturita dall'operazione "Stipendi spezzati". Fra gli imputati l'ex presidente del consiglio comunale di Favara, Salvatore Lupo, ucciso in un bar a Ferragosto

L’operazione “Stipendi spezzati” che ipotizza un collaudato sistema di “pizzo” sulla busta paga dei dipendenti di una cooperativa che gestiva delle comunità per disabili psichici, approda in aula per l'udienza preliminare.

Alcune presunte vittime hanno chiesto di costituirsi parte civile, un'imputata ha nominato un nuovo difensore e il procedimento, in corso davanti al gup Stefano Zammuto, è stato rinviato al 23 novembre.

Il pubblico ministero Gloria Andreoli ha chiesto il rinvio a giudizio per i sei indagati. I dipendenti della coop Suami, secondo quanto ipotizza il pm, avrebbero accettato il sistema del “cavallo di ritorno” per evitare il licenziamento.

Prima gli sarebbe stata imposta la decurtazione dei soldi in contanti, poi sarebbero stati obbligati ad aprire un conto corrente e consegnare carta bancomat e codice pin ai propri datori di lavoro. L’operazione “Stipendi spezzati” è stata eseguita nel 2017 dai carabinieri di Licata. Fra gli imputati, c'è l'imprenditore Salvatore Lupo, 45 anni, di Favara, amministratore unico della cooperativa Suami che gestisce una comunità per disabili psichici, ucciso il giorno di Ferragosto in un bar. 

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