Venerdì, 30 Luglio 2021
Cronaca

"Pizzo sulla busta paga", chiesti 6 rinvii a giudizio per i responsabili della Suami

La cooperativa gestisce una struttura per disabili già al centro di un'inchiesta per maltrattamenti, contestata l'associazione a delinquere

(foto archivio)

L’operazione “Stipendi spezzati” che ipotizza un collaudato sistema di “pizzo” sulla busta paga dei dipendenti di una cooperativa che gestiva delle comunità per disabili psichici, approda in aula per l'udienza preliminare.

Il pubblico ministero Gloria Andreoli, ben tre anni dopo l'avviso di conclusione delle indagini preliminari, ha chiesto il rinvio a giudizio per i sei indagati che, quindi, si trasformano in imputati.

I dipendenti della coop Suami, secondo quanto ipotizza il pm, avrebbero accettato il sistema del “cavallo di ritorno” per evitare il licenziamento. Prima gli sarebbe stata imposta la decurtazione dei soldi in contanti, poi sarebbero stati obbligati ad aprire un conto corrente e consegnare carta bancomat e codice pin ai propri datori di lavoro.

L’operazione “Stipendi spezzati” è stata eseguita nel 2017 fa dai carabinieri di Licata. I quattro indagati destinatari da un’ordinanza cautelare, firmata dal gip Alfonso Malato, e ad altre due persone che non sono state raggiunte da alcuna misura, rischiano il processo.

Si tratta di Salvatore Lupo, 45 anni, di Favara, amministratore unico della cooperativa Suami che gestisce una comunità per disabili psichici (finita peraltro al centro di un’altra inchiesta per maltrattamenti che, di recente, ha portato ai rinvii a giudizio), Maria Barba, detta Giusy, 39 anni, moglie di Lupo, ritenuta la responsabile di fatto delle due sedi operative della struttura; Rosa Sferrazza, 70 anni, di Favara, considerata la “prestanome” di Lupo dal febbraio del 2016; Caterina Federico, 38 anni, di Licata, presunta responsabile di fatto dal 2008 al 2016 di una delle sedi operative della cooperativa; Veronica Sutera Sardo, 34 anni, di Agrigento, assistente sociale delle cooperative e Linda Modica, 54 anni, di Licata, operatrice della struttura. Lupo, Barba, Federico, Sferrazza e Sutera Sardo sono accusati di associazione a delinquere.

La cooperativa Suami, peraltro, nei mesi precedenti all’operazione, fu al centro di un’altra inchiesta che ipotizzava maltrattamenti ai danni degli ospiti - malati psichici - della struttura. Dopo “Catene spezzate”, chiamata così perché uno degli ospiti sarebbe stato legato al proprio letto, si passò a “Stipendi spezzati”. Proprio dalla prima indagine, durante la quale furono sentiti alcuni dipendenti, scaturì l’inchiesta per estorsione. 

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