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Picchiò l'anziana madre per anni e tentò di strangolarla, lo psichiatra: "Era incapace"

Si è svolto l'incidente probatorio per tentare di fare luce sulla salute mentale di un quarantenne, accusato di gravi maltrattamenti

"L'indagato, al momento dei fatti, era affetto da disturbo psicotico tale da configurare la completa incapacità di intendere e volere". Queste le conclusioni dello psichiatra Leonardo Giordano, incaricato dal gip Luisa Turco di fare luce sulla salute mentale di un quarantenne accusato di avere picchiato l'anziana madre per due anni, di averla insultata e aver tentato di strangolarla con una sciarpa.

La donna ebbe il coraggio di denunciarlo e il quarantenne, per questa vicenda, è stato collocato in una comunità. Le violenze domestiche, consumate nella loro abitazione di Licata, sarebbero durate dal dicembre del 2018 al febbraio scorso. La donna, stanca di subire vessazioni e brutalità da parte del figlio, ha deciso di denunciarlo e porre fine alle sue sofferenze. Il pubblico ministero Emiliana Busto ha chiesto l'incidente probatorio per accertare le capacità psichiatriche dell'indagato che risulterebbe affetto da un disturbo psicotico.

“Dall’esito delle indagini svolte – ha scritto il magistrato – è emerso che l’indagato è affetto da schizofrenia come si evince dalla documentazione medica agli atti del procedimento tanto da essere trattato con farmaci e ricoverato in una struttura sanitaria. Appare necessario, quindi, procedere con incidente probatorio per accertare se l’indagato è affetto da vizio di mente tale da compromettere, parzialmente o totalmente, la capacità di intendere e di volere”.

Il gip Luisa Turco, quindi, ha accolto la richiesta della Procura, ritenendo che l’accertamento fosse necessario e imprescindibile per il procedimento, e ha disposto che si proceda a una perizia per valutare le sue capacità mentali e l'eventuale pericolosità sociale. Lo psichiatra Leonardo Giordano, quindi, ha riferito in aula al gip, al pm, al difensore dell'indagato - l'avvocato Giuseppe Cacciatore - e al legale della presunta vittima, l'avvocato Angelo Benvenuto arrivando alla conclusione che l'indagato "non è capace di intendere e volere". 

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