Mercoledì, 16 Giugno 2021
Cronaca

"Impiegato si appropria dei soldi della carta di identità", dirigente: "Scoperto dalla Corte dei conti"

Pietro Carmina ricorda che le anomalie furono segnalate al Comune dalla magistratura contabile

Il Comune di Licata

"L'indagine è stata avviata dopo le segnalazioni della Corte dei Conti che aveva notato delle discrasie fra le somme che avrebbero dovuto versare i cittadini e quelle che risultavano effettivamente incassate".

L'ex dirigente del Comune di Licata, Pietro Carmina, ricostruisce così, in aula le prime battute dell'indagine che ha portato al secondo processo a carico dell’ex impiegato del Comune di Licata, Vincenzo Faraca, accusato di peculato per avere trattenuto 8.000 euro, versati dai cittadini che avevano pagato il rinnovo o il rilascio della carta di identità. L'impiegato, adesso in pensione, è stato già condannato per fatti analoghi.

"Dopo le segnalazioni della magistratura contabile - ha aggiunto Carmina rispondendo al pubblico ministero Elenia Manno e al difensore dell'imputato, l'avvocato Antonio Ragusa - è stata predisposta una diffida nei confronti dell'impiegato ed è stato segnalato alla magistratura". 

L'indagine penale è partita dopo un esposto dell'ingegnere Vincenzo Ortega, altro dirigente del Comune che sarà interrogato alla successiva udienza del 23 settembre.

In quella data, davanti ai giudici della prima sezione penale, presieduta da Alfonso Malato, è previsto pure l'interrogatorio dell'imputato. 

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