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Sabato, 21 Maggio 2022
Cronaca Licata

Impiegato accusato di avere sottratto soldi al Comune, revisore dei conti: "Sfuggiva ai controlli"

Il presidente dell'organismo ha spiegato in aula che Vincenzo Faraca, addetto alle carte di identità, "inventava dei pretesti per non esibire i documenti"

"Abbiamo cercato in diverse circostanze di eseguire dei controlli e verificare se i soldi incassati dal Comune per le carte di identità fossero quelli reali o se ci fossero delle discrasie. Da parte sua, però, non c'era alcuna collaborazione e trovava sempre un pretesto per sottrarsi alle verifiche".

Lo ha detto in aula, deponendo davanti ai giudici della prima sezione penale, presieduta da Alfonso Malato, Stefano Lo Giudice, presidente del collegio dei revisori dei conti dal 2014 al 2017, al processo a carico dell’ex impiegato del Comune di Licata, Vincenzo Faraca, accusato di peculato per avere trattenuto 8.000 euro, versati dai cittadini che avevano pagato il rinnovo o il rilascio della carta di identità. L'impiegato, adesso in pensione, è stato già condannato per fatti analoghi.

L'inchiesta penale è stata avviata in seguito all'esposto del dirigente del Comune Vincenzo Ortega mentre, in precedenza, era stata la magistratura contabile a rilevare delle discrasie e segnalare i fatti al Comune. 

"Faraca - ha detto Lo Giudice - cercava sempre dei pretesti per non esibire la documentazione e sottrarsi ai controlli". Il processo è stato rinviato al 13 giugno per la requisitoria del pubblico ministero Elenia Manno e l'arringa difensiva dell'avvocato Antonino Ragusa. 

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