"Operazione non correttamente eseguita", paziente ricorre in appello per il risarcimento danni

La donna, già in primo grado, aveva chiesto la condanna di Asp e medico al pagamento di complessivi 117.487,83 euro

(foto archivio)

In primo grado, il tribunale di Agrigento – con sentenza del 5 giugno scorso – ha rigettato le domande risarcitorie in danno dell’azienda sanitaria provinciale e di un medico. La donna ha però già impugnato, dinanzi i giudici della Corte d’appello, il pronunciamento e chiede di accertare “la sussistenza del nesso eziologico di casualità tra l’intervento operatorio e il danno che ha subito, condannando Asp e sanitario”. Era l’inizio di luglio del 2014 quando la paziente citava medico e azienda sanitaria provinciale di Agrigento affinché il tribunale ne “dichiarasse la responsabilità per il danno subito”.

Il 6 novembre del 2006, la donna è stata ricoverata all’unità operativa di Chirurgia generale con diagnosi di “prolasso emorroidario”. E’ stata sottoposta ad un delicato intervento chirurgico “ritenuto non correttamente eseguito – viene ricostruito nell’atto di citazione – visto che la paziente ha dovuto sottoporsi a successivi interventi chirurgici in altre strutture sanitarie”. In primo grado, la donna chiedeva la condanna al risarcimento del danno quantificato in complessivi 117.487,83 euro o alla maggiore o minore somma da quantificarsi in corso di giudizio.

L’Asp, fin dall’inizio: dall’atto di citazione, esaminata la documentazione sanitaria e la relazione arrivata dall’unità operativa di Chirurgia generale dell’ospedale “San Giacomo d’Altopasso” di Licata, non essendo emersi profili di responsabilità a carico dei sanitari che hanno prestato le cure alla donna, ha deciso di costituirsi in giudizio ed ha conferito l’incarico di difesa e rappresentanza all’avvocato Roberto Gueli. Si è arrivati, quindi, al 5 giugno scorso quando il tribunale di Agrigento ha rigettato le domande risarcitorie.

Adesso che la sentenza di primo grado è stata impugnata, l’Asp a deciso di costituirsi nel giudizio che prenderà il via davanti la Corte d’appello di Palermo per ottenere la conferma del rigetto delle pretese risarcitorie. E’ stato dunque conferito l’incarico di rappresentanza sempre all’avvocato Roberto Gueli “per continuità – scrivono dall’azienda sanitaria -, essendo a conoscenza della problematica”. 

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