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Raimondo Semprevivo e Giovanni Mugnos

Raimondo Semprevivo e Giovanni Mugnos

Mafia, politica e massoneria deviata: tre interrogatori prima dell'udienza preliminare

Alcuni indagati hanno chiesto di essere sentiti per convincere i pm a non chiedere il rinvio a giudizio

Primi tre interrogatori prima del processo. Raimondo Semprevivo, 47 anni, di Licata, arrestato nelle operazioni antimafia "Assedio" e "Hallycon", fra luglio e agosto, con le accuse di estorsione aggravata e associazione mafiosa, sarà il primo ad essere ascoltato dai pm.

La richiesta è stata presentata nelle scorse settimane dai suoi difensori, gli avvocati Angela Porcello e Giovanni Castronovo, in seguito alla notifica dell'avviso di conclusione delle indagini preliminari, atto che prelude alla richiesta di rinvio a giudizio. L’audizione era stata “congelata” per il regime speciale di sospensione dei termini imposti dal governo nella fase dell’emergenza Coronavirus ed è stata fissata nelle scorse ore. L’imprenditore edile, detenuto nel carcere di Benevento, sarà interrogato in remoto il 27 maggio.

Altri due indagati - Giovanni Mugnos, 54 anni di Licata, e Giuseppe Puleri, 41 anni, di Campobello, presunti affiliati della famiglia mafiosa delle loro città – vogliono provare a convincere i pm a non chiedere il rinvio a giudizio. I loro interrogatori, anche in questo caso chiesti in seguito all’avviso di chiusura delle indagini, sono stati fissati, in remoto, per il 28 (dal carcere di Voghera per Puleri) e 29 maggio (da Terni per Mugnos). 

Le due indagini, poi unificate in vista del processo, avrebbero accertato un legame fra Cosa Nostra, politica e massoneria deviata.

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