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Da sinistra Callea e Sanfilippo

Da sinistra Callea e Sanfilippo

"Diedero fuoco a un'auto e uccisero la nonna di uno di loro", disposta perizia medica

La Corte di assise vuole vederci chiaro e capire se il decesso dell'ottantenne Alessandra De Simone è stato provocato dal fumo delle fiamme

Via libera alla Corte di assise a nuovi accertamenti medici. I giudici, il prossimo 5 luglio, nomineranno un perito che dovrà fare luce sul grande interrogativo del processo a carico di due giovani accusati dell'omicidio volontario dell’ottantenne Alessandra De Simone.

Il dibattimento, finora, non ha chiarito in maniera certa se, a uccidere la donna, è stato l'incendio appiccato dagli imputati o le possibili patologie pregresse della donna. I dubbi non sono stati sciolti dai medici curanti dell'anziana, chiamati ieri a dare la loro versione che, in realtà, è rimasta troppo incerta per via del loro ricordo vago. Il processo è quello a carico dei licatesi Andrea Sanfilippo, 26 anni, e Ignazio Callea, 27 anni, accusati dell'omicidio dell'anziana, nonna di Sanfilippo. I due pregiudicati furono arrestati il 30 agosto del 2009, perché, con l’obiettivo di costringere, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, lo zio di Sanfilippo a pagare delle somme di denaro, gli avrebbero incendiato l’automobile, posteggiata in via Gioberti, a Licata.

Il fumo provocato dal rogo, invece, invase l’abitazione della donna che fu ricoverata e morì dopo cinquanta giorni di agonia. La vicenda, adesso in discussone davanti alla Corte di assise presieduta da Luisa Turco, ha subito un percorso molto articolato perché l’accusa di omicidio volontario, seppure con “dolo eventuale”, in un primo momento non era stata contestata. I due licatesi, difesi dagli avvocati Calogero Meli e Giuseppe D’Acquì, erano accusati di incendio e omicidio colposo. Per la prima imputazione sono stati condannati definitivamente (2 anni e 4 mesi Sanfilippo, 2 anni Callea) ma i giudici di appello ritennero che si trattasse di omicidio volontario, seppure con la formula del “dolo eventuale” facendo ripartire un nuovo processo. 
 

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