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"Uccise ergastolano libero per scadenza dei termini", chiesta condanna al carcere a vita

Il pm propone la massima pena per Orazio Rosario Cavallaro: è accusato di avere freddato a colpi di pistola, il giorno di Pasquetta, Angelo Carità

Il pubblico ministero Chiara Bisso ha chiesto la condanna all'ergastolo per Orazio Rosario Cavallaro, 61 anni, il pregiudicato di Ravanusa finito in carcere il 2 ottobre dell’anno scorso con l’accusa di essere il killer che ha ucciso, il 2 aprile dell'anno scorso, giorno di Pasquetta, il coeataneo Angelo Carità di Licata, a sua volta condannato all'ergastolo in primo grado, per omicidio, ma libero per decorrenza dei termini.

Il magistrato della Procura, nonostante il suo difensore, l'avvocato Antonino Casalicchio, abbia chiesto il giudizio abbreviato, ha proposto la condanna al carcere a vita in considerazione delle aggravanti. A tradire Cavallaro, fra le altre cose, sono state delle tracce di sangue della vittima, uccisa con due colpi di pistola calibro 9, finite sul suo giubbotto. “Quell’indumento – ha spiegato al gip Alessandra Vella durante l’interrogatorio di convalida del fermo – non era mio, me l’avevano regalato alla Caritas”.

Secondo la Procura sarebbe lui il killer di Angelo Carità, bracciante agricolo di 61 anni, freddato a Licata la mattina di Pasquetta dell’anno scorso. L’ipotesi, fra le righe, è che possa essersi trattato di una vendetta. Angelo Carità, era stato condannato, all’inizio di febbraio del 2017, dalla Corte di Assise di Agrigento, all’ergastolo, per il delitto di Giovanni Brunetto. Secondo la Corte, l’imprenditore agricolo di Licata avrebbe ucciso Brunetto, di tre anni più giovane, perché quest'ultimo si era accorto di essere stato - secondo la ricostruzione dell’accusa - truffato e rivoleva indietro i soldi. 

Carità, che era libero per decorrenza dei termini, è stato ucciso, davanti al cancello del proprio terreno agricolo, da un killer a bordo di un’auto. Le immagini del sistema di videosorveglianza avrebbero individuato l’auto, presa in prestito da Cavallaro.

Il 25 novembre l'avvocato di parte civile Antonino Gaziano, difensore di alcuni familiari, difesi anche dagli avvocati Vincenza Gaziano e Salvatore Manganello, illustrerà la sua arringa. Poi toccherà alla difesa e, infine, il gup Luisa Turco si ritirerà in camera di consiglio per emettere il verdetto. 

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