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Sabato, 2 Marzo 2024
Violenze domestiche / Licata

"Mai picchiato mia moglie, è stata lei a tradirmi e tirarmi addosso un ferro da stiro": impiegato si difende in aula

L'uomo, finito a processo per maltrattamenti e violazione degli obblighi di assistenza familiare, ribalta le accuse

"Non ho mai picchiato mia moglie, è stata lei a tradirmi e aggredirmi tirandomi addosso un ferro da stiro e delle pietre. In alcune circostanze sono stato costretto a difendermi perchè voleva graffiarmi ma non l'ho mai malmenata".

Un impiegato di Licata si difende così in aula dalle accuse di maltrattamenti e violazione degli obblighi di assistenza familiare. Il processo è in corso davanti al giudice monocratico del tribunale di Agrigento, Alessandro Quattrocchi.

L'imputato, rispondendo al pubblico ministero Alfonsa Fiore, ha ricostruito un periodo di molti mesi, scandito anche da una malattia della moglie, durante il quale la donna, secondo l'ipotesi per cui è finito a processo, sarebbe stata minacciata, insultata e picchiata con calci e pugni.

Una versione che ha totalmente ribaltato sostenendo di essere stato aggredito in seguito alla scoperta di un tradimento da parte della donna. "Ha dismesso un vecchio telefono e volevo utilizzarlo io dopo averlo resettato, in questa circostanza mi sono accorto di una chat di whatsapp con dei messaggi inequivocabili. Ho saputo così che mi tradiva, poi mi ha pure chiesto la separazione".

L'uomo è accusato pure di averla minacciata di diffondere i messaggi che aveva inviato all'amante e di averla maltrattata e insultata. L'impiegato ha negato pure di non avere adempiuto agli obblighi del mantenimento. "Non è così - ribatte -, ho sempre pagato quando ho potuto e peraltro lei dovrebbe pagare il 50 per cento della rata del mutuo della casa".

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