Ex consigliere comunale ai domiciliari, il Gip: "Ha rafforzato il potere mafioso sul territorio"

Il giudice per le indagini preliminari: "Per tentare di ottenere il dissequestro del terreno sul quale si stava realizzando un lido balneare abusivo con annesso ristorante, Occhipinti e Semprevivo si sono rivolti a Scozzari"

"Le condotte dello Scozzari hanno comportato il rafforzamento del potere mafioso sul territorio, attraverso l'accesso facilitato ai servizi sanitari e attraverso il tentativo di alterare il procedimento relativo al sequestro dell'immobile del Semprevivo su cui il capomafia aveva interessi diretti". Lo scrive, in merito alla posizione dell'ormai ex consigliere comunale di Licata (Scozzari si è dimesso ndr.), il gip del tribunale di Palermo Fabio Pilato.

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"Secondo la prospettazione accusatoria Giuseppe Scozzari, quale extraneus, avrebbe concorso nell'associazione mafiosa denominata Cosa Nostra a fronte della promessa di sostegno elettorale per la sua candidatura quale consigliere comunale di Licata (elezione effettivamente avvenuta) fornendo - scrive il giudice per le indagini preliminari di Palermo - in cambio all'associazione mafiosa una duplice prestazione: mettere a disposizione il suo peso politco, all'interno del consiglio comunale di Licata, in particolare per la regolarizzazione amministrativa di un'area sottoposta a sequestro penale di proprietà di Raimondo Semprevivo, in tale vicenda indagato unitamente ad Angelo Occhipinti; e garantire una corsia preferenziale per l'accesso ai servizi dell'Asp, essendone un funzionario dirigente, ai soggetti indicati da Angelo Occhipinti". 

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Il gip del tribunale di Palermo è assai critico, parla di "eccessiva svalutazione degli indizi", con la decisione del suo collega di Agrigento che non ha convalidato il fermo dell'ex consigliere Scozzari. "Dalle investigazioni compiute - scrive il giudice per le indagini preliminari Fabio Pilato - risulta che si è messa in moto una potente macchina elettorale e l'intera famiglia mafiosa di Licata si è mobilitata per convogliare sullo Scozzari un ampio consenso popolare poi rivelatosi determinante per vincere la competizione elettorale". 

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Concorso esterno 

"Il concorso esterno dello Scozzari si annida in alcune condotte concrete che sono state a torto sminuite dal giudice rimettente - scrive il gip del tribunale di Palermo: Fabio Pilato - . In occasione dell'incontro del 30 maggio 2018, dove si è raggiunto l'accordo elettorale, lo Scozzari Giuseppe non ha esitato a prenotare la visita specialistica per l'amante dell'Occhipinti, approfittando - prosegue il gip - delle sue conoscenze per aggirare le liste d'attesa e adempimenti burocratici". "In data 26 maggio 2018, la polizia giudiziaria ha proceduto al sequestro di un terreno di proprietà di Semprevivo Raimondo - scrive sempre il giudice per le indagini preliminari di Palermo -, sul quale questi e Occhipinti Angelo stavano realizzando un lido balneare abusivo con ristorante annesso. Denunciati alla Procura di Agrigento sia il Semprevivo, sia Occhipinti che nell'occasione si era assunto la responsabilità dei lavori illeciti eseguiti. Per risolvere la situazione e tentare di ottenere il dissequestro del terreno, Occhipinti e Semprevivo si sono rivolti allo Scozzari, adoperatosi nel favorirli - ricostruisce il giudice - durante l'istruzione della pratica amministrativa attraverso le conoscenze acquisite dopo la nomina a consigliere comunale". Il gip ricostruisce telefonate e passaggi fra gli indagati proprio sulla questione del terreno sequestrato. "I favori concessi dallo Scozzari - se contestualizzati nel più ampio panorama di cointeressenza, svelato dal patto elettorale politico-mafioso - esprimono, scrive il gip Fabio Pilato, la totale disponibilità dello Scozzari a servire le esigenze di Cosa Nostra e integrano i presupposti del contributo concreto e tangibile richiesto dalla giurisprudenza di legittimità per il riconoscimento del concorso esterno". 

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