Blitz "Assedio", le intercettazioni: "Io ci sono nato mafioso … mi devo vergognare che sono mafioso?"

Il 27 febbraio del 2018, le cimici captano anche quest’altra frase: “... quando ci sono io c'è un andamento, quando non ci sono io c'è un altro andamento ... io siccome lo so, ma io ho scelto questa vita e io sono responsabile ..."

Angelo Occhipinti

“Io sono nato mafioso … chissà se minchia non lo hai capito ancora .. io mafioso ci sono nato .. a me non mi ha fatto nessuno .. io ci sono nato mafioso … mi devo vergognare che sono mafioso? … no, non mi vergogno”. E’ il 14 marzo del 2018 quando - stando al provvedimento di fermo di indiziato di delitto firmato, dai pubblici ministeri della Dda di Palermo: Claudio Camilleri e Calogero Ferrara - per 7 persone, sarebbe stata intercettata, dai carabinieri della compagnia di Licata, questa frase. A pronunciarla, stando agli atti d’accusa, sarebbe stato Angelo Occhipinti, uomo d’onore, scarcerato nell’ottobre del 2017.

L'inchiesta: tanti si rivolgevano al boss per risolvere ogni tipo di problema

Il 27 febbraio del 2018, le cimici captano, sempre pronunciata dal presunto reggente della “famiglia” mafiosa di Licata, anche quest’altra frase: “Vedi che il mondo ... purtroppo ... quando ci sono io c'è un andamento, quando non ci sono io c'è un altro andamento ... io siccome lo so, ma io ho scelto questa vita e io sono responsabile ... però purtroppo … la gente viene lo stesso ... gli devo parlare, non li posso mandare”.

"Ha chiesto e ottenuto dal capo clan l'appoggio elettorale": fermato pure un consigliere comunale

“Se questo è il profilo criminale del capo della famiglia di Licata, l’operatività della struttura che a lui si è rapportata – hanno scritto nel provvedimento di fermo i Pm della Dda Claudio Camilleri e Calogero Ferrara - si è mostrata capace di condizionare le attività imprenditoriali e di spiegare il proprio potere mafioso, esercitando il pieno controllo delle dinamiche criminali ‘comuni’ operanti nel territorio ed infiltrando le istituzioni locali, mediante l’acquisita ‘disponibilità’ di amministratori infedeli. Le indagini hanno infatti svelato come il gruppo sia riuscito ad avere ‘nelle proprie mani’ il consigliere comunale Giuseppe Scozzari, eletto proprio grazie all’appoggio accordatogli – proseguono i Pm della Direzione distrettuale antimafia di Palermo - dall’Occhipinti e dalla locale famiglia di Cosa Nostra”.

Blitz antimafia "Assedio", ecco i nominativi dei fermati

Al provvedimento di fermo di indiziato di delitto, i Pm sono giunti valutando i gravi indizi di colpevolezza: “Il materiale acquisito - per copiosità, univocità e per essere costituito da fonti plurime e coerenti tra loro - va ben oltre un quadro meramente indiziario” – scritto - . Ma è stato anche ritenuto fondata la probabilità del pericolo di fuga. 

Nelle intercettazioni anche il nome di un deputato regionale

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