Inchiesta "Assedio", l'Asp sospende l'ex consigliere comunale agli arresti domiciliari

Giuseppe Scozzari, indagato per l'ipotesi di reato di concorso esterno in associazione mafiosa, è dipendente dell'azienda sanitaria provinciale "quale collaboratore tecnico geometra" 

Il boss di Licata e l'ormai ex consigliere comunale in un video realizzato dai carabinieri

Lo scorso 11 luglio è stato sottoposto nuovamente agli arresti domiciliari, con braccialetto elettronico, per l'ipotesi di reato di concorso esterno in associazione mafiosa. Si tratta dell'ormai ex consigliere comunale di Licata, Giuseppe Scozzari, che si era dimesso a seguito del fermo, effettuato dai carabinieri, del 19 giugno scorso.

Adesso l'Asp1 di Agrigento, prendendo atto della comunicazione ufficiale arrivata, ha sospeso Scozzari che è dipendente dell'azienda "quale collaboratore tecnico geometra". 

Ex consigliere comunale ai domiciliari, il Gip: "Ha rafforzato il potere mafioso sul territorio"

Era il 12 luglio scorso quando un funzionario dell'Asp disponeva "di acquisire le necessarie informazioni, attraverso i canali ufficiali, al fine di accertare la veridicità delle notizie riportate dagli organi di stampa in ordine - è stato scritto dal direttore del servizio Personale dell'azienda sanitaria provinciale di Agrigento - alla misura cautelare chiesta dalla Dda di Palermo, e firmata dal Gip, nei confronti del dipendente dell'azienda".

"Il 16 luglio, la segreteria del Pm della Dda di Palermo - prosegue la ricostruzione del funzionario dell'Asp - ha confermato che il dipendente è stato sottoposto agli arresti domiciliari".

"Vertici e affiliati di Cosa Nostra", 9 ordinanze di custodia cautelare: ai domiciliari l'ex consigliere comunale

L'Asp, negli scorsi giorni, ha dunque richiamato il contratto collettivo nazionale del lavoro ed ha ritenuto "che ricorrono le condizioni per la sospensione immediata dal servizio del dipendente". Il provvedimento è stato anche inoltrato all'ufficio competente "per l'avvio dell'azione disciplinare". 

Era l'11 luglio scorso quando nove ordinanze di custodia cautelare, emesse - dal gip del tribunale di Palermo: Fabio Pilato - nei confronti dei presunti vertici e affiliati delle famiglie mafiose di Cosa Nostra di Licata e di Campobello di Licata, venivano eseguite dai carabinieri della compagnia di Licata e da quelli del reparto Operativo del comando provinciale. Si trattava delle stesse persone che erano state già indagate nell'ambito del procedimento, coordinato dalla Direzione distrettuale antimafia di Palermo, sfociato - lo scorso 19 giugno - nel blitz antimafia denominato "Assedio". Allora vennero eseguiti 7 fermi di indiziato di delitto per associazione mafiosa armata.

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