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L'incendio che ha inghiottito 10 mila mastelli, Galanti: "L'inchiesta faccia chiarezza"

Il sindaco: "Ci auguriamo che non si tratti di un’azione dolosa. In caso contrario, saremmo costretti a considerare l’ipotesi di un gesto teso a scuotere la vita cittadina o, ancora peggio, a minare la stabilità politico-amministrativa”

“La magistratura agrigentina ha aperto un’inchiesta sull’accaduto. Il sindaco ed il Comune sono pronti a mettere a disposizione ogni strumento affinchè si scoprano le cause del rogo. Ci auguriamo che non si tratti di un’azione dolosa. In caso contrario, saremmo costretti a considerare l’ipotesi di un gesto teso a scuotere la vita cittadina o, ancora peggio, a minare la stabilità politico-amministrativa di Licata”. Lo ha scritto stamani, a poche ore dall'incendio che ha distrutto circa 10 mastelli per la raccolta differenziata, il sindaco di Licata: Pino Galanti. 

L'incendio - quasi certamente di matrice dolosa - si è sviluppato nell'ex mattatoio comunale di Licata. I mastelli si trovavano all'esterno della struttura, in attesa di essere distribuiti - per la raccolta differenziata - ai cittadini. Un vigile del fuoco, durante le operazioni di spegnimento, è rimasto intossicato ed è stato trasferito, con l'ambulanza del 118, all'ospedale al San Giacomo d'Altopasso di contrada Cannavecchia. Per ore ed ore, nella zona dell'incendio, hanno lavorato anche i vigili urbani che hanno garantito la viabilità, polizia e carabinieri che stanno indagando sulle cause del rogo. 

IL VIDEO. Fuoco al deposito della raccolta differenziata, Mareamico: "E' un disastro ambientale"

I vigili del fuoco hanno dovuto lavorare per circa 5 ore prima di avere ragione sulle fiamme.

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