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(foto archivio)

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"Pacco di hashish recapitato dalla Spagna", Riesame: obbligo di dimora

I giudici hanno sostituito la misura degli arresti domiciliari per il trentenne indagato che non potrà uscire di casa dalle ore 21 alle 7,30

Niente più arresti domiciliari, ma obbligo di dimora nel Comune di residenza con il divieto di allontanarsi da casa, senza l’autorizzazione, dalle ore 21 alle 7,30. A sostituire la misura cautelare del gip del tribunale di Agrigento, in parziale accoglimento della richiesta della difesa, è stata la sezione Riesame del tribunale di Palermo, composta dal presidente Antonia Pappalardo e dai giudici Francesco Gallegra e Rocco Cocilovo. A fare ricorso al Riesame, in favore del suo cliente: il trentenne di Licata, S. V., è stato l'avvocato Gaspare Lombardo. 

Il trentenne, lo scorso 20 febbraio, era stato arrestato dai carabinieri della compagnia di Agrigento perché s’era fatto recapitare dalla Spagna – secondo l’accusa - un pacco con 200 grammi, suddiviso in 4 panetti da 50 grammi, di hashish. Inizialmente, l'uomo aveva provato a negare che quel pacco fosse stato da lui ordinato, la perquisizione domiciliare ha però permesso di ritrovare un taglierino e un bilancino di precisione. Lo stesso giorno, a Naro, venne arrestato un ventunenne e denunciato l'amico, pure lui di 20 anni, per un altro pacco arrivato dalla Spagna. Furono quelli gli ennesimi – si è arrivati a 7 per la precisione - arresti realizzato dai militari dell’Arma di Agrigento che hanno dimostrato che non soltanto sono in grado di intercettare i pacchi, ricolmi di “roba”, che arrivano dalla Spagna, ma anche di identificare – e arrestare – i destinatari-acquirenti.

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