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Un incendio del passato (foto ARCHIVIO)

Un incendio del passato (foto ARCHIVIO)

Nuova notte di fuoco a Licata, bruciano chiosco e auto: è mistero

L’origine dei due incendi, verificatisi in due diversi punti della città, non è risultata essere chiara. Delle indagini si stanno occupando i carabinieri

Notte di fuoco, quella fra martedì e ieri, fra via De Pasquale e corso Argentina a Licata. A bruciare sono state l’auto – una Fiat Seicento – di proprietà di una casalinga cinquantenne e un chiosco adibito a panineria stagionale. Le fiamme sono state spente, in entrambi i casi, dai vigili del fuoco del distaccamento cittadino. Delle indagini si stanno già occupando i carabinieri della compagnia di Licata.

L’origine dei due incendi non è risultata essere chiara. Né accanto alla macchina, né accanto alla struttura adibita a panineria sono state ritrovate tracce di liquido infiammabile, taniche o bottiglie sospette o inneschi vari. Le cause del doppio incendio, ieri, risultavano essere dunque “ancora in corso d’accertamento”. Servirà del tempo, e serviranno le indagini dei militari dell’Arma di Licata, per fare chiarezza su quanto è accaduto a partire dalle 2 di notte.

In via De Pasquale – questo è stato il primo rogo sviluppatosi – era posteggiata l’auto, la Fiat Seicento, di proprietà della casalinga. Le fiamme, a quanto pare, hanno danneggiato la parte anteriore dell’utilitaria. I pompieri hanno spento il rogo e hanno messo tutto in sicurezza. Assieme ai carabinieri si sono poi occupati dei rilievi tecnici di rito. Accertamenti che servono, appunto, per provare a stabilire, fin da subito, la matrice della scintilla iniziale. Neanche il tempo di concludere quest’intervento che da corso Argentina risuonava un altro allarme. Ad essere avvolta dalle fiamme, questa volta, era una struttura mobile, una sorta di chioschetto, adibita alla vendita di panini e bibite. Ancora una volta, i vigili del fuoco e i carabinieri sono accorsi e si sono occupati, rispettivamente, di spegnere le fiamme e di avviare le indagini. In entrambi i casi – anche se appunto ancora sarà necessario del tempo per sviluppare l’attività investigativa – l’ipotesi è quella del rogo doloso.

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