"Estorsione e usura con metodo mafioso", parte processo a padre e figlio

Antonino e Paolo Greco sono accusati di avere preteso la restituzione di prestiti a tasso elevato e di avere aggredito con un bastone un conoscente che si sarebbe rifiutato di dargli 11.500 euro

Antonino e Paolo Greco

La difesa, affidata all'avvocato Francesco Lumia, chiede un rinvio per procedere alla formazione del fascicolo del dibattimento in seguito al rinvio a giudizio. Slitta di una settimana il processo, il cui inizio era fissato per oggi, a carico di Antonino e Paolo Greco, padre e figlio, di Licata, 49 e 22 anni, accusati di usura aggravata e tentata estorsione con metodo mafioso.

I due imputati (difesi dagli avvocati Francesco Lumia e Giovanni Lomonaco) il 13 maggio dell'anno scorso furono sottoposti a fermo di indiziato di delitto da parte dei poliziotti della squadra mobile. L'inchiesta, appena approdata in aula per il processo davanti ai giudici della seconda sezione penale, ha accertato tre presunti casi di usura.

Nel primo episodio la vittima, alla quale erano stati prestati 35mila euro, sarebbe stato costretto dai due imputati a restituirne 54mila, con un tasso di interesse del 54 per cento. Il solo Antonino Greco, per costringerlo a pagare, lo avrebbe picchiato e minacciato di uccidere i suoi familiari.

Un'altra vittima dello strozzinaggio, al quale sarebbe stato imposto di restituire un prestito con un tasso del 240 per cento annuo, sarebbe stata aggredita con un tubo di acciaio da Antonino Greco e minacciata di morte. Padre e figlio, inoltre, avrebbero fermato l'auto di un conoscente e avrebbero minacciato di ucciderlo con un bastone se non gli avesse dato 11.500 euro. La vittima sarebbe stata brutalmente picchiata per il rifiuto di pagare.

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Paolo Greco, peraltro, è pure imputato, davanti agli stessi giudici, per l’accusa di aver tentato di uccidere, sparandogli addosso, i tecnici che stavano installando le microspie davanti alla sua abitazione nell’ambito dell’indagine per usura ed estorsione.

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