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Spaccio di eroina, la maxi inchiesta "Bazar": una condanna e 15 proscioglimenti

Solo il personaggio principale - il 39enne Giampiero Arrostuto - è stato riconosciuto colpevole: il giudice gli ha inflitto 6 anni e 2 mesi. Gli altri ne escono indenni fra assoluzioni nel merito e prescrizione

L'unico condannato è il trentanovenne Giampiero Arrostuto, personaggio principale dell'inchiesta: 6 anni e 2 mesi è la condanna inflitta dal giudice monocratico Antonio Genna. Gli altri quindici imputati ne escono indenni fra assoluzioni nel merito e prescrizione delle accuse. 

Questo il verdetto in merito al processo scaturito dalla maxi inchiesta “Bazar”, che avrebbe disarticolato un giro di droga che avrebbe avuto il punto di approdo a Licata.

Gli imputati, oltre allo stesso Arrostuto, erano: Rosario Consagra, 50 anni, di Licata; Emanuele Marchione, 54 anni, di Licata; Giuseppe Tinnirello, 30 anni, di Palermo; Antonio Montana, 46 anni, di Licata; Diego Pelonero, 45 anni, di Licata; Calogero Bonvissuto, 31 anni, di Licata; Antonino Caruso, 49 anni, di Licata; Melchiorre Salvatore Alabiso, 44 anni, di Licata; Salvatore Paraninfo, 30 anni, di Licata; Filippo De Caro, 45 anni, di Licata; Francesco Semprevivo, 46 anni, di Licata; Giuseppe De Caro, 38 anni, di Licata; Antonino Davanteri, 65 anni, di Licata; Giuseppe Gueli, 38 anni, di Licata e Santa Loredana Giorgio, 38 anni, di Canicattì.

Alla sentenza di non doversi procedere per prescrizione, in molti casi, si è arrivati in seguito alla riqualificazione degli episodi di spaccio, ritenuti dal giudice come "fatti di lieve entità". Il pm Roberto Gambina, in precedenza, a conclusione della requisitoria, aveva chiesto la condanna di Arrostuto a 6 anni e 8 mesi, degli altri imputati a 4 anni e 2 mesi.

Dopo la requisitoria del pm, ci sono state le arringhe dei difensori (gli avvocati Angelo Benvenuto, Giuseppe Glicerio, Antonio Pecoraro e Stefania La Rocca) che hanno sollecitato l'assoluzione dei propri assistiti o, in subordine, una sentenza di non doversi procedere per avvenuta prescrizione. Adesso, infine, la sentenza.

Agli imputati si contestavano numerosi episodi di cessione di eroina. Il personaggio principale dell’indagine, svolta sul campo dai carabinieri, è Arrostuto. L’indagine nasce proprio da un’informazione dei militari che avevano appreso la circostanza che a Licata si era formato un nuovo gruppo di giovani pusher, capitanati da un pregiudicato con origini di San Cataldo di nome “Gianpiero o Piero”, il quale, con la complicità di altri pusher, faceva arrivare l’eroina a Licata. La droga sarebbe stata rivenduta al dettaglio, al prezzo medio per dose singola di 30 euro. Il 15 luglio del 2015 è scattata l’operazione con cinque arresti e altre misure cautelari minori.

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