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Spaccio di droga sull'asse Licata-Palermo, chieste 7 condanne e 5 assoluzioni

L'inchiesta "Bazar" ha già portato a un primo processo, celebrato al tribunale di Agrigento: il gruppo di pusher avrebbe venduto l'eroina al costo medio per dose di 30 euro

Sette richieste di condanna e cinque di assoluzione al processo scaturito dall'inchiesta "Bazar" che avrebbe disarticolato un giro di droga con punto di approdo a Licata. Sono state chieste dal pubblico ministero nel troncone del processo che si sta celebrando davanti al giudice monocratico del tribunale di Palermo, Ivana Vassallo.

Sotto accusa: Giampiero Arrostuto, 42 anni, di Canicattì; Emanuele Marchione, 57 anni, di Licata; Antonio Truisi, 56 anni, di Licata; Giuseppe Tinnirello, 33 anni, di Palermo; Antonio Montana, 47 anni, di Licata;  Diego Pelonero, 47 anni, di Licata; Melchiorre Salvatore Alabiso, 47 anni, di Licata; Salvatore Paraninfo, 32 anni, di Licata; Santa Loredana Giorgio, 40 anni, di Canicattì; Giusy Manuela Angileri, 30 anni, di Marsala; Gisella Angileri, 35 anni, di Marsala e Luciano Bonvissuto, 34 anni, di Licata. 

Nel dettaglio, il pm, a conclusione della requisitoria, ha chiesto: 10 anni, 11 mesi e 20 giorni di reclusione per Arrostuto; 7 anni e 8 mesi per Tinnirello; 10 anni per Montana; 6 anni per Truisi, 4 anni per Bonvissuto, 11 anni per Giusy Manuela Angileri e 10 anni per Gisella Angileri. Richiesta di assoluzione con varie formule per gli altri imputati. 

I difensori (fra gli altri gli avvocati Angelo Benvenuto, Calogero Meli, Giuseppe Glicerio, Angelo Balsamo e Francesco Lumia) hanno iniziato le arringhe difensive che saranno completate il 28 maggio. 

Il personaggio principale dell’indagine, svolta sul campo dai carabinieri, è Arrostuto. L’indagine nasce proprio da un’informazione dei militari che avevano appreso la circostanza che a Licata si era formato un nuovo gruppo di giovani pusher, capitanati da un pregiudicato con origini di San Cataldo di nome “Gianpiero o Piero”, il quale, con la complicità di altri pusher, faceva arrivare l’eroina a Licata passando anche da altre province, in questo caso Palermo.

La droga sarebbe stata rivenduta al dettaglio, al prezzo medio per dose singola di 30 euro, da una fitta rete di spacciatori molto operativa sul territorio. Il 15 luglio del 2015 è scattata l’operazione con cinque persone che finirono agli arresti domiciliari e altre sei nei cui confronti fu disposto l’obbligo di dimora in provincia di Agrigento.

L'inchiesta ha già portato a un primo processo, a carico di 16 imputati, che si è celebrato al tribunale di Agrigento e si è concluso con una sola condanna e il proscioglimento, fra assoluzioni nel merito e prescrizione dei reati, per altri 15 imputati. 

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