"Grave pregiudizio se torna in cella a causa del Covid-19", condannato rientra a casa

Revocata la semilibertà a un cinquantottenne che deve scontare tre anni per un'attività abusiva di autodemolizione

Fuori dal carcere per l’emergenza Coronavirus: il magistrato di sorveglianza concede al cinquantottenne Antonino Viglianesi, condannato a tre anni di reclusione per avere gestito un’attività di autodemolizione abusiva a Licata, l’affidamento in prova al servizio sociale.

Il provvedimento, in via provvisoria e nell’attesa che venga trattato dal tribunale in composizione collegiale, è stato concesso sulla base dell’istanza del legale, l’avvocato Salvatore Cusumano, che aveva sollecitato un trattamento meno afflittivo per il cinquantenne che, dopo essere finito in carcere per espiare la pena, aveva ottenuto, lo scorso novembre, il beneficio della semilibertà: in sostanza nelle ore del giorno poteva restare all’esterno del carcere per svolgere attività lavorativa.

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Adesso il magistrato, tenuto conto della situazione emergenziale a livello sanitario, che può provocargli “grave pregiudizio”, e della “corretta condotta del condannato”, gli ha concesso di potere rientrare a casa la sera, anziché in cella. Di giorno, invece, potrà lavorare alle dipendenze di un centro autodemolizione a Catania. 

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