Cronaca Licata

"Diciannove chili di canapa indiana nascosti fra le zucchine", un patteggiamento e un rinvio a giudizio

Un anno e nove mesi di reclusione per il proprietario del terreno dove i carabinieri fecero scattare il blitz, il bracciante che si trovava insieme a lui finisce a processo

Un patteggiamento e un rinvio a giudizio: si è conclusa con questi verdetti l'udienza preliminare a carico dei licatesi  Angelo Callea, 52 anni, e Giacomo Vinci, 47 anni, arrestati il 4 dicembre del 2018 dopo l'irruzione in un fondo agricolo di contrada Fiumevecchio all'interno del quale i carabinieri hanno trovato diciannove chili di canapa indiana fra le zucchine.

Il difensore di Callea, proprietario del terreno, l'avvocato Salvatore Graci, ha chiesto di patteggiare un anno, nove mesi e dieci giorni di reclusione e il giudice Alessandra Vella ha ratificato la sentenza applicandogli pure una multa di 9.000 euro. Nessuna richiesta di riti alternativi per l'altro imputato, difeso dall'avvocato Angelo Benvenuto, nei cui confronti il gup ha disposto il rinvio a giudizio.

La prima udienza del dibattimento è in programma il 14 ottobre davanti al giudice monocratico Giuseppe Miceli. L'operazione, al termine di una breve indagine, era scattata in una serra, adibita alla coltivazione di zucchine: i militari, che in precedenza avevano notato dei movimenti sospetti, hanno trovato una piantagione con circa settanta piante di canapa indiana che una volta essiccata, sarebbe stata pronta ad essere smerciata.

Nel fondo, oltre al proprietario, c'era Vinci, che lavora come bracciante agricolo. Al termine delle operazioni, le piante di marijuana - sequestrate dai militari - sono risultate del peso complessivo di diciannove chili.

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