Venerdì, 23 Luglio 2021
Cronaca

Brogli per il porticciolo turistico di Licata? Slitta la requisitoria del processo di appello

Rinviate le conclusioni del pg per un impedimento di un giudice del collegio, impegnato in commissione di esame

Il porticciolo turistico di Licata

Slitta la requisitoria, in Corte di appello, al processo sul caso dei presunti abusi legati alla costruzione del porticciolo turistico di Licata. Alla prima udienza erano stati acquisiti alcuni documenti. Le conclusioni del magistrato della pubblica accusa, slittate una prima volta in seguito a una richiesta di rinvio della difesa, sono state programmate per il 4 novembre.

L'udienza è andata ancora a vuoto per un impedimento di un giudice del collegio impegnato in commissione di esame di magistrato.

La Procura di Agrigento ha appellato la sentenza, emessa il 7 gennaio dell'anno scorso dal gup Giuseppe Miceli che, al termine del processo con rito abbreviato, ha condannato il solo Luigi Francesco Geraci, 76  imprenditore di Sommatino, titolare della società “Iniziative immobiliari” che ha realizzato il progetto, per l'accusa di averlo costruito in maniera abusiva e su un'area demaniale, escludendo le accuse più gravi, vale a dire i presunti brogli che gli avrebbero consentito di non pagare al Comune gli oneri concessori che sono stati quantificati in 7 milioni di euro e realizzare alcune varianti illegittime.

Il solo Geraci, quindi, era stato condannato a tre mesi di arresto; assolto - invece - per abuso di ufficio come altri tre imputati.

Sono il dirigente dell’Ufficio tecnico del Comune di Licata, Vincenzo Ortega; Andrea Occhipinti, 51 anni, a capo del dipartimento finanziario e Giuseppa Maria Pia Amato, 61 anni, responsabile del Suap. Il caso è di nuovo in discussione in Corte di appello. 

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