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Lunedì, 16 Maggio 2022
Cronaca Licata

"Porticciolo turistico abusivo ma non furono sottratti 7 milioni al Comune", condannato il costruttore

I giudici della Corte di appello confermano il verdetto di primo grado con cui erano stati inflitti 3 mesi di reclusione all'imprenditore 78enne Luigi Francesco Geraci. Disposta pure la demolizione delle opere realizzate all'interno della struttura: un vero e proprio resort con ristoranti, cabine e altre aree. Assolto l'ex dirigente dell'Utc di Licata, Vincenzo Ortega, attuale dirigente del ministero

Il porticciolo turistico di Licata è abusivo ed è stato costruito con opere illegittime su un'area di proprietà del demanio dove non era stato autorizzato. Tuttavia non furono commessi brogli per "salvare" il costruttore Luigi Francesco Geraci, 78 anni, imprenditore di Sommatino, titolare della società “Iniziative immobiliari” che ha realizzato il progetto, dal pagamento degli oneri concessori che sono stati quantificati in 7 milioni di euro.

Questa, in sintesi, la conclusione dei giudici della Corte di appello di Palermo che hanno confermato la sentenza, emessa il 7 gennaio di due anni fa, dal gup di Agrigento Giuseppe Miceli, che aveva condannato Geraci a tre mesi di arresto e 10 mila euro di ammenda per i soli reati di occupazione abusiva di suolo pubblico e abuso edilizio, assolvendolo - invece - per abuso di ufficio: la pena verrà sospesa solo se demolirà le opere abusive.

I giudici hanno disposto pure la demolizione delle opere abusive realizzate all'interno della struttura, un vero e proprio resort con ristoranti, cabine e altre aree. Assolti, dall'accusa di abuso di ufficio, anche altri tre imputati, a partire dall'ex dirigente dell’Ufficio tecnico del Comune di Licata, Vincenzo Ortega, 62 anni, attuale dirigente del ministero delle Infrastrutture. Due i livelli di responsabilità ipotizzati nell'inchiesta della procura di Agrigento.

Da una parte il mancato pagamento degli oneri concessori sottratti alle casse del Comune per un importo di circa 7 milioni e, dall'altra, gli abusi edilizi con varianti approvate in maniera illegittima e spazi edificati senza la relativa concessione. Nella lista degli imputati anche tre dirigenti del Comune di Licata: Andrea Occhipinti, 53 anni, a capo del dipartimento finanziario; Giuseppa Maria Pia Amato, 63 anni, responsabile del Suap (Sportello attività produttive) e lo stesso Ortega. Bartolo Consagra, 44 anni, infine, è stato condannato a un'ammenda per occupazione abusiva di suolo demaniale. 

La procura di Agrigento aveva impugnato le assoluzioni decise in primo grado. Il pg, nei confronti di Ortega, aveva proposto la condanna a 2 anni e 8 mesi; 1 anno e 6 mesi per Geraci, 10 mesi per Occhipinti e Amato. Chiesta l'assoluzione, infine, per Bartolo Consagra.

L'imprenditore Geraci e i tre dirigenti del Comune erano imputati di abuso di ufficio perché, in particolare, nel 2014, avrebbero approvato una variante illegittima al progetto, per ragioni legate all'acquisizione dei documenti, che consentì alcune modifiche per realizzare, fra le altre cose, una nuova piscina con annessi servizi e un fabbricato. 

Dopo la requisitoria del pg i giudici hanno dato la parola ai difensori di parte civile Lillo Fumo e Salvatore Pennica (legali dell'associazione "A testa alta" - che ha fatto partire l'inchiesta con degli esposti - e del Comune di Licata) e degli imputati: gli avvocati Antonino Gaziano, Girolamo Rubino, Michele Ambra, Eleonora Minio e Angelo Armenio. Nel pomeriggio è stata emessa la sentenza. 

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