Lunedì, 14 Giugno 2021
Cronaca

"Disabile e anziana picchiate e torturate con l'acqua", chiesti due rinvii a giudizio

Scatta l'accusa di maltrattamenti e lesioni, madre e figlio a processo pure per l'accusa di avere preso a bastonate un cane

Schiaffi, pugni, spintoni e persino torture con un secchio pieno di acqua gelida lanciato addosso mentre dormiva per costringerla a restare su una sedia. Sevizie che sarebbero andate avanti per anni. A farne le spese un'anziana e la figlia disabile oltre al loro cane che sarebbe stato brutalmente bastonato senza motivo.

Quattro mesi dopo il provvedimento cautelare del gip Francesco Provenzano, che impediva il divieto di avvicinamento e l'allontanamento dalla casa, scatta la richiesta di rinvio a giudizio. Il pubblico ministero Gloria Andreoli ha chiesto il processo per una donna licatese di 48 anni e il figlio di 21. 

L'accusa, per entrambi, è di maltrattamenti, lesioni personali, lesioni colpose e maltrattamenti di animali. Vittime delle presunte sevizie la madre e la sorella dell'imputata. L'udienza preliminare, davanti al giudice Stefano Zammuto, è stata fissata per il 17 marzo. Il gup dovrà decidere se disporre o meno il rinvio a giudizio sempre se la difesa, affidata all'avvocato Giuseppe Glicerio, non dovesse chiedere riti alternativi. L'anziana, intanto, si costituirà parte civile con l'assistenza dell'avvocato Angelo Benvenuto.

Le violenze si sarebbero consumate dal gennaio del 2018 all'ottobre del 2019. Le due donne, secondo quanto ipotizza il pm che ha raccolto le loro denunce, sarebbero state ripetutamente percosse e aggredite con schiaffi, pugni e spinte. L'atteggiamento intimidatorio, inoltre, sarebbe consistito nel prospettargli di farle ricoverare in manicomio. In una circostanza, in particolare, la donna imputata avrebbe lanciato un secchio di plastica sulla fronte della sorella provocandole una ferita sul sopracciglio. 

E poi ancora avrebbe lanciato un secchio pieno di acqua fredda addosso alla madre mentre dormiva e le avrebbe strofinato addosso uno straccio. L'accusa di lesioni personali colpose scaturisce dall'omessa custodia del loro cane che avrebbe morso al braccio l'anziana che riportò una grave ferita e la frattura di una falange con una prognosi di trenta giorni.

Non sarebbe andata meglio neppure al cane "seviziato - sottolinea il pm - e colpito con bastonate in più occasioni per crudeltà e senza necessità". 

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