Cronaca

Abusivismo edilizio, finita l'estate tornano ad accendersi le ruspe

Le ordinanze sono state già inoltrate ad una decina di ex proprietari di immobili acquisiti al patrimonio comunale e che non possono essere sanati

(foto ARCHIVIO)

Il 9 settembre, a Licata, torneranno ad accendersi le ruspe per demolire gli immobili abusivi costruiti nelle zone balneari, a meno di 250 metri dalla battigia. Durante il periodo estivo, come accaduto negli anni precedenti, si sono spenti i motori per evitare di demolire mentre turisti e bagnanti sono in spiaggia, a pochi metri di distanza.

Il Comune di Licata ha predisposto tutto: dalle ingiunzioni alle demolizioni, notificate nel mese di giugno (con la tolleranza di tre mesi in modo da far coincidere la scadenza dei termini con la ripresa delle attività demolitorie), all'accordo con la Prefettura e con la Questura per l'organizzazione del servizio di ordine pubblico garantito dalle forze dell'ordine extraterritoriali. 

Le ordinanze di demolizione sono state inoltrate ad una decina di ex proprietari di immobili acquisiti al patrimonio comunale e che non possono essere sanati. La maggior parte di queste notifiche riguardano immobili che si trovano alla spiaggia della Rocca, al Pisciotto e a Santa Zita - Carrubbella. Alcuni ex proprietari hanno presentato ricorso urgente al Tar ed al giudice del tribunale di Agrigento, contro le ingiunzioni, per la relativa sospensione o annullamento. E quindi in attesa della sentenza della magistratura quelle case non saranno toccate. Invece per chi non si è arreso si aprono due strade: la demolizione autonoma, con ditte private che provvederanno al pristino dei luoghi oppure l'intervento delle ruspe del Comune. 

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