"Il diniego del condono edilizio è illegittimo", Tar sospende demolizione di villino

I difensori hanno sostenuto l’inapplicabilità delle norme prescrittive e sanzionatorie che erano state opposte dal Comune di Licata alla domanda di sanatoria

(foto ARCHIVIO)

I legali hanno sostenuto l'illegittimità del preavviso di demolizione, della relativa ingiunzione di demolizione e il diniego della domanda di condono edilizio, emessi dal Comune di Licata. Il Tar di Palermo ha accolto il ricorso cautelare ed ha sospeso la demolizione di un piccolo villino, ritenuto abusivo, in contrada Montegrande- Ripellino a Licata.

I proprietari - difesi dagli avvocati Vincenzo Caponnetto e Anna Maria Gibaldi - hanno appunto sostenuto l'illegittimità del preavviso di demolizione, della relativa ingiunzione di demolizione e il diniego della domanda di condono edilizio, emessi dal Comune di Licata, sulla base di ormai costanti ed univoche pronunce del Cga, anche a sezioni riunite che hanno stabilito sin dal 2012 il principio dell’applicabilità dell’ultima sanatoria edilizia n. 326/2003, così come recepita ed introdotta nella Regione Sicilianaanche alle zone sottoposte a vincolo paesaggistico indiretto.

Sulla base di questo indirizzo giurisprudenziale, interpretativo della norma, i difensori hanno sostenuto l’inapplicabilità delle norme prescrittive e sanzionatorie che venivano opposte dal Comune di Licata alla domanda di condono edilizio legittimamente richiesto. Il Tar ha dunque sospeso la demolizione dell’opera già
deliberata dal Comune.

E’ appena il caso di rilevare che il principio, dove correttamente applicato, permetterebbe - hanno reso noto i due legali - la revisione di tutte quelle domande promosse ai sensi dell’ultima sanatoria del 2003 riguardanti immobili costruiti su zone sottoposte a vincolo indiretto e già rigettate nonché l’accoglimento di quelle domande di sanatoria ancora da esitare, o comunque suscettibili di riesame.
 

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