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Giovedì, 28 Settembre 2023
L'intimidazione / Licata

“Tinnaghiri o con le buone o con le cattive, ti fazzu saltare, u sta capennu?": lettera di minacce e proiettili per imprenditore

Gli agenti di polizia, accorsi sul posto con l'ausilio dei colleghi della Scientifica, hanno sequestrato la missiva e il suo contenuto. l'attività investigativa è coperta dal massimo riserbo

Lettera di minacce, con un chiaro ultimatum, e cinque proiettili calibro 38. Ad essere intimidito è stato un imprenditore licatese quarantacinquenne, un uomo che s'è visto recapitare, al portone dell'abitazione, l'inquietante missiva. Dell'attività investigativa, dopo essere intervenuti sul posto con il supporto della polizia Scientifica, sono gli agenti del commissariato cittadino. Fitto, anzi categorico, il riserbo.

A ritrovare la lettera intimidatoria, sul portone di casa, è stata la moglie dell'imprenditore. Qualcuno, senza essere visto, ha lasciato una busta gialla con la scritta: “Anonimo sei morto”. All'interno un foglio con dei disegni che raffiguravano, a quanto pare, delle casse funebri e con la scritta: “Tinnaghiri o con le buone o con le cattive, ti fazzu saltare, u sta capennu? Non c'è bisognu che mi metti la legge nel mezzo. Di là te ne devi andare, sei morto, infame”. L'anonimo avrebbe anche dato un ultimatum: “Ti do un mese di tempo per andare via o sei morto”. La donna, fatta la terribile – decisamente inquietante – scoperta ha, naturalmente, avvisato il marito: l'imprenditore quarantacinquenne e quest'ultimo ha allertato i poliziotti del commissariato cittadino.

Gli agenti, accorsi sul posto con l'ausilio dei colleghi della Scientifica, hanno sequestrato la lettera e il suo contenuto: oltre al foglio di carta con le minacce e l'ultimatum c'erano, infatti, anche cinque proiettili calibro 38 inesplosi. Tutto è stato, inevitabilmente, posto sotto sequestro e sono state avviate le indagini. Attività investigativa che è coperta dal massimo riserbo.

Non è escluso – ma non ci sono conferme istituzionali al riguardo – che i poliziotti abbiano già verificato l'eventuale presenza, in zona, di impianti di videosorveglianza. Telecamere che, naturalmente, potrebbero, qualora presenti, aiutare le indagini.

Come procedura investigativa impone, l'imprenditore quarantacinquenne è stato sentito dai poliziotti. Non filtrano appunto indiscrezioni, ma appare scontato che gli investigatori abbiano provato a capire se possa avere o meno dei sospetti o se, nel recente passato, abbia avuto delle diatribe o dei problemi con qualcuno.

E' stata, chiaramente, notiziata la Procura della Repubblica di Agrigento ed è stato aperto, a carico di ignoti, un fascicolo d'inchiesta.

L'attenzione degli investigatori si starebbe, al momento, concentrando su quella busta e sullo scritto a stampatello, ma anche – è la polizia Scientifica in particolar modo a cercare di capirci qualcosa – sui proiettili calibro 38 inesplosi. Servirà, comunque, verosimilmente, del tempo per mettere dei punti fermi e provare ad identificare l'anonimo autore dell'intimidazione. 

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