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Martedì, 6 Dicembre 2022
Il caso

Palazzi e veleni, lettera piena di insulti recapitata al Comune a nome del Codacons: ma è un falso

Subito disconosciuta dal vicepresidente Giuseppe Di Rosa che annuncia: "Presenterò denuncia"

Un lungo, lunghissimo elenco di insulti e diffamazioni che coinvolgono professionisti, consiglieri comunali, amministratori e operatori politici con un titolo che è tutto un programma: "Malaffare al Comune di Agrigento". In testa la scritta "Codacons", a chiudere il tutto la firma dell'ex consigliere comunale Giuseppe Di Rosa, oggi ai vertici regionali della sigla dei consumatori.

Peccato però che sia tutto falso.

Clima di veleni a Palazzo San Domenico, ad Agrigento. Ignoti hanno infatti inviato una corposa lettera che ha come obiettivi principali il consigliere comunale Angelo Vaccarello e l'assessore Marco Vullo, rei, secondo l'autore, di aver ordito un vero e proprio piano per ottenere le dimissioni dell'assessore Francesco Picarella per dare spazio in giunta allo stesso Vaccarello. Nel mirino degli autori del documento, anche gli uffici del settore Servizi sociali e del Distretto socio sanitario, e poi la gestione dei cimiteri e dei rifiuti e ovviamente la "vicenda Suv". Tutto condito da insulti e volgarità di sorta.

Argomenti, a ben vedere, che sono stati tutti affrontati nei mesi proprio dal Codacons: un'azione di dissimulazione voluta quella degli autori della lettera, per realizzare un testo che fosse "verosimile" e danneggiasse in primis l'associazione dei consumatori, che si è assolutamente dissociata da questo scritto.  

"Questa lettera - dice Di Rosa in un lungo post - è stata inviata al Comune di Agrigento, ne disconosco assolutamente la firma e la stessa carta intestata che sono palesemente contraffatte. Nella giornata di sabato mi recherò alla stazione dei carabinieri di Agrigento presso il comando provinciale per denunciare la sostituzione di persona e disconoscere il tutto ufficialmente". 

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