Cronaca

Scuola a Linosa, i genitori: «Noi diciamo la verità, si predisponga una ispezione ministeriale»

I genitori linosani fanno quadrato in merito alla vicenda legata all'avvio dell'attività didattica sulla minore delle Pelagie. Ed è «al fine di stabilire la verità» che hanno redatto e sottoscritto una lettera in cui hanno voluto precisare e chiarire che «sostengono il presidente del Consiglio Gerardo Errera, poiché si è adoperato strenuamente affinché la scuola di Linosa diventasse operativa»

I genitori linosani fanno quadrato in merito alla vicenda legata all'avvio dell'attività didattica sulla minore delle Pelagie.

Ed è «al fine di stabilire la verità» che hanno redatto e sottoscritto una lettera in cui hanno voluto precisare e chiarire che «sostengono il presidente del Consiglio Gerardo Errera, poiché egli con forza, determinazione e fattività si è adoperato strenuamente affinché la scuola di Linosa, plesso staccato della scuola di Lampedusa, diventasse operativa».

La querelle prende le mosse da un appello lanciato a gran voce da Errera e dalle madri dei ragazzi  con cui si lamentava una carenza nel servizio scolastico isolano, soprattutto in riferimento alla scuola secondaria di primo grado priva, a dire dei diretti interessati, di docenti che garantissero un'azione formativa continua. Nello stesso documento si evidenziava "l'incapacità" a rispondere in maniera efficace e definitiva ai bisogni dei ragazzi da parte dell'Amministrazione scolastica e di quella comunale, e si chiedeva al contempo l'intervento delle massime cariche di Stato e Regione, nonchè un'azione ispettiva.

"Accuse" rigettate dal sindaco Giusi Nicolini tanto quanto dall'assessore alla Pubblica istruzione e dalla dirigente scolastica cui fanno capo le scuole linosane, in una nota in cui difendevano il proprio operato asserendo di aver fatto quanto nella loro disponibilità per assicurare ai giovani linosani il diritto allo studio. E, nella stessa occasione, il sindaco di Lampedusa e Linosa definì «false e infondate» le accuse di Errera, il quale rispose a sua volta che in questo modo si offendevano anche le madri firmatarie dell'appello.

Adesso i genitori tornano a scrivere per chiedere «la nomina di una commissione di indagine o di una ispezione ministeriale» spiegando, nero su bianco, le difficoltà riscontrate dai rispettivi figli e che quanto riportato nella missiva inoltrata alle massime autorità scolastiche e governative «corrisponde totalmente alla verità».

«Gli alunni del biennio del Liceo scientifico, gestito in videoconferenza, non hanno potuto seguire le lezioni fino al 27 ottobre, a causa della mancanza del personale addetto. Inoltre, spesso la videoconferenza non funziona, - dicono i genitori - impedendo agli alunni di seguire con costanza le lezioni dei compagni della classe lampedusana. A ciò si deve aggiungere la recente scelta di una nuova tipologia di orario, che finora aveva tenuto impegnati i ragazzi a scuola dal lunedì al venerdì con i 4 rientri pomeridiani: invece ora si trovano a frequentare dal lunedì al sabato dalle 8.15 alle 13.45 senza più rientri, che consentivano di impegnare i nostri figli a scuola, dove trovavano un punto di aggregazione, invece che essere liberi ma senza attività alternative che sul territorio purtroppo mancano, in più le ore sono di 55 minuti. Tutto ciò per giustificare l'impiego di un solo bidello - aggiungono -, considerato dalla dirigenza sufficiente per una trentina di alunni, senza invece riflettere sul fatto che nella nuova scuola entrata in funzione a settembre gli spazi sono molto più ampi e ci sono oltre 12 aule, una grande palestra e 12 gabinetti, che non possono certamente essere adeguatamente mantenuti da una sola persona in 15 minuti giornalieri» spiegano.

«Ai nostri figli manca il rientro pomeridiano, che era occasione di approfondimento e socializzazione in un'isola dove non ci sono spazi per i giovani, mentre si sentono limitati dall'impegno del sabato, che era l'unica alternativa a potersi muovere dall'isola per visite od altro senza mancare da scuola. Ci spaventa anche il fatto che possa mettere a repentaglio l'organizzazione del tempo prolungato per Linosa negli anni successivi - scrivono nella loro lettera i genitori -. 
Pertanto riteniamo opportuno sottolineare che l'impegno del presidente del Consiglio è sempre stato finalizzato a garantire il diritto allo studio dei giovani linosani e che le richieste di controlli sono volte solo ed esclusivamente a ripristinare il buon andamento scolastico di Linosa. Dunque ribadiamo, ove ce ne fosse ancora bisogno, che tutto quanto è stato riportato nella missiva trasmessa alle Autorità competenti al fine di sensibilizzarle ad intervenire e riportare alla normalità le lezioni, corrisponde totalmente alla verità. 
Approfittano di questa occasione per chiedere vivamente la nomina di una commissione di indagine o di una ispezione ministeriale che possa permettere di appurare quanto finora accaduto e denunciato, affinché venga stabilita la verità al riguardo e soprattutto venga trovata la soluzione più idonea per l'avvenire
», si conclude la lettera, firmata in calce da tutti i genitori.


 

Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Scuola a Linosa, i genitori: «Noi diciamo la verità, si predisponga una ispezione ministeriale»

AgrigentoNotizie è in caricamento