Venerdì, 14 Maggio 2021
Cronaca

Firetto, bilancio di un anno: "C'è ancora tanto da fare"

Il sindaco ha scritto una lettera aperta agli agrigentini offrendo una propria analisi di quanto fatto. Parla di quella che definisce esperienza "impegnativa, intensa e importante"

E' ad una "lettera aperta" che il sindaco Lillo Firetto consegna le proprie riflessioni a un anno dalla sua elezione, offrendo una propria analisi di quanto fatto e di quanto c'è da fare, parlando di quella che definisce esperienza "impegnativa, intensa e importante".

"Quest'anno si è molto lavorato sull'ordinario - scrive Firetto -, perché è stato da subito evidente come questa fosse una priorità, un punto di  partenza da cui prendere necessariamente le mosse prima di guardare avanti. Si é lavorato sulla programmazione. Ci sono alcune cose che sono state fatte e hanno portato i primi riscontri.

Penso ad esempio al rilancio della manifestazione del 'Mandorlo in fiore', con alcune novità che hanno dato all'evento un respiro diverso - dice uno dei passaggi della "lettera" -, alla stagione teatrale, rinnovata e di qualità, all'avvio della raccolta differenziata, all'esternalizzazione degli impianti sportivi, di cui vedremo presto i risultati, all'iter per la variazione dei confini di Favara ovest, finalmente sbloccato dopo anni, alle iniziative di pedonalizzazione, presupposto di una rinnovata vivibilità della città, ai diversi lavori che per meri problemi burocratici stentavano ad avviarsi e che via via vedono la luce, allo sforzo per intercettare risorse e finanziamenti, che al di là dei frutti ci ha comunque permesso di prendere le misure rispetto a ciò che si è fatto e a ciò che si può fare, e a ragionare in termini di programmazione", afferma, chiudendo l'"elencazione" di ciò che per il primo cittadino è degno di nota.

Poi ammette: "C'è ancora molto da fare. Bisogna lavorare su molti aspetti, consolidare i risultati ottenuti, e affrontare energicamente le criticità, i problemi, i nodi ancora da sciogliere e le sacche di inefficienza. È vero che non abbiamo grandi risorse, ma molte cose si possono fare con poco impegno economico, ingegno  e buona programmazione", non tralasciando di tornare a parlare del "protagonismo civico" che è stato anche uno dei pilastri, dei temi portanti del suo programma elettorale.

"La città si è svegliata dal torpore, e si è riscoperta risorsa di se stessa - afferma -. Abbiamo perciò pensato di incoraggiare questo slancio con un ufficio dedicato, che dia ordine e semplifichi questi procedimenti. (Parlando di "partecipazione democratica", sarebbe utile anche agli amministratori, in realtà, cercare un feedback, capire che percezione abbia l'agrigentino medio di quanto fatto, e se questi condivida o meno l'operato fin qui svolto dall'Amministrazione, o se abbia ulteriori 'proposte' per 'migliorare' la città sotto diversi aspetti, e anche questo altro non è che un suggerimento a ben guardare, ndr).

Quello che vedo oggi è in fin dei conti una città in evoluzione, che oggi guarda al futuro che si affaccia, a un progetto che prende forma, a un cammino che non si ferma - conclude il primo cittadino -; una città che avanza, "senza fretta ma senza sosta", come diceva Goethe, una città che vuole crescere e scommettere su stessa".

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