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Il caso

"Si fa legare le tube per gravi problemi di salute ma resta comunque incinta": chiesto risarcimento

La donna aveva deciso di sottoporsi ad un aborto e all'operazione per delle gravi condizioni in cui versava: chiesti poco meno 30mila euro

Si era sottoposta ad un intervento di legatura delle tube perché le proprie condizioni di salute non le permettavano di portare avanti una gravidanza, ma è rimasta comunque incinta e adesso chiede il risarcimento del danno all'Asp.

I fatti risalgono al 2015 quando la donna, in seguito ad un aborto e date le suue condizioni di salute ritenute precarie, decise di sottoporsi ad un intervento di sterilizzazione tubarica a cura del reparto di Ostetricia e Ginecologia di un ospedale del territorio (di cui ovviamente non è possibile conoscere il nome per decisione dell'Asp).

"Nonostante le rassicurazioni ricevute sull'impossibilità di rimanere gravida, dopo essere stata dimessa e superati i controlli ospedalieri, rimaneva incinta", dice la delibera oggi pubblicata. Una gravidanza che la donna ha comunque ritenuto di portare a termine nonostante le gravi patologie di cui soffriva. 

Per questo, adesso, moglie e marito chiedono all'Asp il risarcimento del danno subito per un ammontare di 26mila euro, così come stabilito da un perito di parte. Somme che saranno ovviamente al centro di una causa civile in cui l'Azienda sanitaria si costituirà in difesa del proprio operato stante che, per usare una formula molto comune in atti come questo "dalla documentazione prodotta  dagli uffici sul caso non si rilevano responsabilità a carico dei sanitari".

Non è comunque la prima volta che accade: era il 2014 quando una donna operata a Sciacca chiese un risarcimento per lo stesso motivo, vincendo il ricorso. Un altro caso era avvenuto nel 2007.

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