Le vie dei Tesori da record, boom per Naro: oltre 500 visitatori

Laura Anello: "Abbiamo conciliato sicurezza e gioia della scoperta, convinti come siamo che in momenti difficili come questi bisogna ‘abbracciare’ e riscoprire i nostri tesori culturali"

Si chiude la prima tranche di settembre del Festival con numeri sopra le aspettative: sono stati 24 mila gli ingressi nella prima fase del festival in otto città, novemila soltanto nell'ultimo weekend, colpito dal maltempo come il fine settimana di avvio; ovunque pubblico attento, disciplinato, che ha osservato le norme anti-contagio; ma ha anche preferito i luoghi all'aperto, le passeggiate (ovunque sold out) e le visite fuori porta che hanno condotto alla scoperta di borghi dimenticati.  

Il festival, che ha UniCredit come main sponsor – si appresta alla seconda fase: sabato scenderanno in campo Palermo, con un programma straordinario, con il pubblico che sta già prenotando e alcune esperienze già sold out; poi Catania che ha arricchito il suo bouquet con visite teatralizzate, eventi e passeggiate alla scoperta del patrimonio immateriale dei dintorni;

“Siamo molto contenti, il pubblico si è rivelato attentissimo alle norme, rispettoso dei siti ma anche degli altri visitatori e delle guide - dice Laura Anello, presidente dell’associazione Le Vie dei Tesori Onlus -. Abbiamo conciliato sicurezza e gioia della scoperta, convinti come siamo che in momenti difficili come questi bisogna ‘abbracciare’ e riscoprire i nostri tesori culturali. Ci prepariamo con una forza ritrovata alle prossime settimane, convinti che la bellezza, la sinergia e la collaborazione siano sempre il giusto punto di partenza”.

Performance ottime, comunque, in tutte e otto le città: Naro – che ha partecipato soltanto per un weekend – ha accolto ben 540 visitatori. Un weekend soltanto ma scoppiettante, con il pubblico equamente diviso tra il Castello Chiaramontano che sorveglia dall'alto la città medievale, la chiesa di Santa Caterina con le tracce degli affreschi di Cecco da Naro, e la chiesa di San Francesco con gli stupefacenti armadi intagliati della sacrestia.

Il borgo di Sambuca ha visto i visitatori tra i reperti archeologici di Palazzo Panitteri, o sottoterra, nelle antiche purrere, e tra le sculture tessili Clavel che hanno proceduto di pari passo con il minuscolo e delizioso Teatro L’Idea. 

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