Lunedì, 17 Maggio 2021
Cronaca

A rischio il lavoro di 42 netturbini, sit-in di protesta davanti al Comune

Le segreterie provinciali di Cgil, Cisl e Uil della funzione pubblica hanno organizzato per venerdì mattina un'assemblea durante la quale verrà chiesto un incontro con il sindaco Lillo Firetto

Un passato sit-in di netturbini, davanti al Comune, durante il quale è arrivato il cardinale Francesco Montenegro

Rimane appeso ad un filo, il futuro occupazionale di 42 operatori ecologici agrigentini che potrebbero essere licenziati laddove il Comune desse concretezza all'annunciata idea di effettuare la cosiddetta “diminuzione del quinto d'obbligo” nell'appalto del servizio di igiene ambientale. Per tenere alta l'attenzione sulla vertenza - che segue di un anno circa quella che portò al licenziamento e alla riassunzione di 13 netturbini - le segreterie provinciali di Cgil, Cisl e Uil della funzione pubblica, hanno organizzato per venerdì mattina, nelle ultime ore di ogni turno lavorativo, un'assemblea sit -in davanti al Municipio di Agrigento dove verrà chiesto un incontro con il sindaco Firetto.

“Sulla vertenza – spiegano i sindacalisti Enzo Iacono, Umberto Nero e Nino Stella – abbiamo indetto uno stato di agitazione permanente ormai dallo scorso 4 novembre e la riunione di venerdì servirà a discutere con i lavoratori delle iniziative di lotta da intraprendere per contrastare il tentativo di fare cassa alle spalle dei lavoratori, favorendo, invece, la riforma del servizio con l’obiettivo del 65 per cento di raccolta differenziata. Le recenti dichiarazioni dell’assessore ai rifiuti Domenico Fontana sulla diminuzione del quinto d’obbligo nell’appalto del servizio d’Igiene ambientale – aggiungono i rappresentanti sindacali -  fanno parte dello stesso disegno di attacco ai lavoratori perseguito fin dall’insediamento della Giunta Firetto.

Non si è ancora conclusa la vicenda dei licenziamenti annunciati dei lavoratori dipendenti della Gesa impegnati nel servizio d’igiene urbana del Comune di Agrigento, scaturita dalla decisione del consiglio comunale di procedere alla diminuzione della Tari, determinando un risparmio irrisorio per i cittadini ma un peggioramento della qualità del servizio offerto dal Comune. L’accoglimento, da parte del Tar, del ricorso presentato dalla Gesa, ha stoppato il tentativo di ridurre il personale storicamente utilizzato dal Comune di Agrigento. Noi denunciano il comportamento dell’amministrazione comunale che non tiene presente di avere adottato, insieme agli altri sindaci, un piano d’ambito approvato dall’assessorato regionale dell’Energia e dei Servizi di Pubblica Utilità con la previsione del personale attualmente in servizio”.
                               

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