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L'inferno di Ravanusa, quei lavori di consolidamento della frana mai ultimati e l'incubo di restare nelle abitazioni a valle di via Trilussa

Ai microfoni di AgrigentoNotizie parla uno dei residenti di via San Francesco: "Siamo impauriti, non so come ci dobbiamo comportare. La mia casa dopo l'esplosione di sabato sera è tutta lesionata all'interno"

Lavori di consolidamento della frana nel centro storico di Ravanusa. Lavori però fermi da circa due anni. Non c'è nessuna certezza, né potrebbe essere altrimenti secondo il sindaco Carmelo D'Angelo e gli esperti della Protezione civile, che la frana potrebbe essere stata concausa dell'esplosione del metanodotto registratasi sabato sera in via Trilussa. Gli abitanti di via San Francesco, che si trova a circa 50 metri più a valle rispetto al luogo della tragedia, puntano però, e a prescindere, l'indice d'accusa proprio contro quegli interventi mai ultimati. "Sono emersi i tubi arrugginiti - dice, ad AgrigentoNotizie, uno dei residenti di via San Francesco. La mia casa è tutta lesionata all'interno dopo quello che è accaduto sabato sera".  

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"Siamo impauriti, non so come ci dobbiamo comportare. Mia madre è anziana e disabile - ha spiegato il ravanusano -  ed ha paura. Qualcosa la dobbiamo fare". Il cantiere a cielo aperto, transennato, è rimasto dove era, da due anni. I ravanusani non sanno se gli interventi non ultimati possano aver contribuito o meno alla tragedia verificatasi sabato. C'è però un'inchiesta della Procura della Repubblica di Agrigento e spetterà ai consulenti tecnici che i pm andranno a nominare stabilire cosa sia accaduto davvero, quali le cause e se vi sono, o meno, delle responsabilità". 

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