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Domenica, 23 Giugno 2024
Cronaca Valle dei Templi

Lavori ad un'abitazione nella Valle dei Templi, Tar condanna Soprintendenza

Protagonista dell’episodio, ricostruito dall’avvocato Girolamo Rubino e dal collega Vincenzo Airò, è una 52enne favarese, proprietaria di un fabbricato ricadente in un’area sottoposta a vincolo

Il Tar di Palermo ha condannato la Soprintendenza ai Beni culturali di Agrigento, al termine di una vicenda giudiziaria relativa ad una richiesta di autorizzazione paesaggistica per un edificio nella Valle dei Templi. Protagonista dell’episodio, ricostruito dall’avvocato Girolamo Rubino e dal collega Vincenzo Airò, è una 52enne favarese, proprietaria di un fabbricato ricadente in un’area della zona A, sottoposta a vincolo, ma realizzato in epoca antecedente all’apposizione dello stesso vincolo.

Tutto inizia quando l’immobile è stato oggetto di alcuni interventi edilizi, senza aumento di volume e di altezze, da parte della madre della donna, per i quali è stata rilasciata la compatibilità paesaggistica dalla Soprintendenza di Agrigento. Successivamente – ricostruisce l’avvocato Rubino - il Comune di Agrigento ha rilasciato le concessioni edilizie in sanatoria per gli interventi. L’immobile ha bisogno di interventi urgenti di ripristino degli intonaci esterni, ed un intervento di manutenzione delle coperture. Dunque la donna aveva richiesto al Comune di Agrigento il permesso di costruire per eseguire opere di manutenzione straordinaria sull'immobile, che non avrebbero alterano né il volume, né l'altezza.

Nello stesso tempo, la donna – scrive ancora il legale in una nota – aveva richiesto alla Soprintendenza il rilascio del nulla osta per l'esecuzione dei lavori di manutenzione straordinaria. L’ente, a sua volta, aveva richiesto la trasmissione di alcuni elaborati, subito trasmessi dalla proprietaria. Ma, dal momento che la Soprintendenza non aveva più dato risposte – chiarisce l’avvocato Rubino – la donna ha comunicato l'avvenuta formazione del silenzio-assenso sulla richiesta di nulla osta paesaggistico.

Alcuni mesi dopo, il Comune di Agrigento ha comunicato alla proprietaria che la Soprintendenza di Agrigento con apposita nota, che non sarebbe mai trasmessa alla donna, l’aveva diffidata a non intraprendere i lavori senza la preventiva autorizzazione, con la precisazione che nella zona A della Valle dei templi non trova applicazione il “silenzio assenso”. Dunque, l'esame della pratica era stato sospeso fino all'acquisizione dell'autorizzazione della Soprintendenza.

A questo punto, la proprietaria si è rivolta agli avvocati Girolamo Rubino e Vincenzo Airò per presentare un ricorso davanti al Tar Sicilia, chiedendo l'annullamento, previa sospensione, della diffida a non intraprendere i lavori, nonché per l'accertamento della formazione del silenzio assenso sulla richiesta di autorizzazione paesaggistica. In particolare gli avvocati hanno citato un precedente giurisprudenziale dello stesso Tar Sicilia secondo cui “le autorizzazioni ad eseguire opere in zone soggette a vincolo paesistico o su immobili di interesse storico-artistico, sono rilasciate o negate dalle competenti Soprintendenze entro il termine perentorio di 120 giorni. Le competenti Soprintendenze possono interrompere il termine di 120 giorni solamente una volta per la richiesta di chiarimenti o integrazioni. Alla presentazione della documentazione richiesta gli uffici avranno l'obbligo entro i successivi sessanta giorni di esprimere un proprio parere. Trascorso il termine perentorio di cui sopra il parere si intende reso in senso favorevole". Da qui, l'illegittimità della diffida impugnata, adottata ben oltre i termini imposti.

Il Tar Sicilia, dunque, ha accolto la richiesta di sospensione dell'esecuzione del provvedimento impugnato, condannando la Soprintendenza di Agrigento al pagamento delle spese giudiziali. Pertanto, la donna potrà intraprendere l'intervento di ristrutturazione edilizia del fabbricato di sua proprietà, mentre la Soprintendenza pagherà le spese giudiziali.

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