Martedì, 16 Luglio 2024
Caporalato

Braccianti stranieri schiavizzati nelle campagne fra l'Agrigentino e il Nisseno: scattano 8 misure cautelari

Uno degli indagati avrebbe minacciato di morte gli operai in caso di mancato rispetto delle regole imposte: i lavoratori venivano caricati all'inverosimile su un furgone modificato

Otto misure cautelari eseguite dalla Squadra mobile di Caltanissetta nell'ambito di un'indagine su caporalato e sfruttamento lavorativo. Le misure sono state disposte dal gip, su richiesta della procura della Repubblica. Uno degli indagati è stato sottoposto agli arresti domiciliari, ad un altro è stato applicato l’obbligo di dimora nella città di Delia e, per altri titolari di aziende agricole, è stato disposto il divieto per un anno di esercitare l’attività d’impresa. 
Le indagini hanno avuto inizio nel mese di maggio 2022 a seguito di alcune segnalazioni giunte alla Squadra mobile. 

Dall’ascolto di alcuni cittadini pakistani sarebbe infatti emerso che un uomo, italiano, reclutava, vicino la stazione di Caltanissetta, ogni mattina alle 5, operai extracomunitari per portarli nelle campagne di Delia e di Agrigento a lavorare. Gli uomini della Polizia di Stato, coordinati dalla procura, hanno riscontrato che quotidianamente uno degli indagati, in concorso con un'altra persona italiana, avrebbe reclutato decine di operai da condurre nelle campagne.

L’indagine ha permesso di raccogliere gravi indizi di colpevolezza ritenuti dal gip a carico di 8 indagati, tra cui 6 imprenditori agricoli che, quotidianamente, richiedevano forza lavoro, prevalentemente extracomunitaria, al fine di impiegarla in nero presso le loro aziende agricole.

Durante le indagini sono stati effettuati più controlli presso le aziende agricole interessate: gli operai, ascoltati dagli investigatori della Squadra mobile, dichiaravano di percepire esigue paghe giornaliere per 8 ore di lavoro al giorno, prestate in assenza di condizioni di sicurezza sui luoghi di lavoro. Sempre secondo quanto dichiarato dai lavoratori, questi ultimi si vedevano costretti ad accettare le condizioni di sfruttamento in quanto versavano in stato di bisogno. Durante uno dei controlli effettuato a Caltanissetta, inoltre, è stato possibile constatare che uno degli indagati trasportava gli operai in assenza di qualsivoglia norma di sicurezza, poiché aveva modificato un furgone approntando delle sedute all’interno, prive di sistemi di ritenzione, il tutto al fine di poter reclutare quanti più lavoratori possibile.

Secondo quanto ritenuto dal gip, due indagati avrebbero percepito parte dei compensi spettanti al lavoratore come compenso per l’attività di intermediazione illecita. Uno degli indagati avrebbe minacciato di morte gli operai in caso di mancato rispetto delle regole da lui imposte, costringendoli anche a comprare gli attrezzi da lavoro ed i guanti di protezione.

L’attività investigativa ha permesso di monitorare i comportamenti, presunti illeciti, dei mesi di giugno e luglio 2022. La Polizia di Stato, all’alba di lunedì scorso, ha raggiunto i destinatari della misura cautelare: tutti e 8, adesso, sono a disposizione dell’Autorità giudiziaria per le future fasi del procedimento penale. 

"Minacciati, sfruttati. Trasportati sui luoghi di lavoro in condizioni peggiori di quelle riservate alle bestie": è il commento della deputata regionale del Pd Giovanna Iacono. "Costretti dal bisogno - aggiunge - a spaccarsi la schiena per otto ore al giorno in campagna per pochi spiccioli. E’ un quadro aberrante quello che emerge dal blitz condotto dalla Squadra Mobile nelle campagne tra Delia e Agrigento, che ha portato all’arresto di 8 persone tra cui 6 imprenditori agricoli. E’ tollerabile tutto questo? E’ tollerabile che ci sia chi pensa, nel 2023, che possa essere permesso uno sfruttamento ai limiti dello schiavismo? E quanti altri casi come questo, peggiori di questo, ci sono in tutta l’Isola e in tutto il Paese? Come capogruppo Pd nella Commissione parlamentare di inchiesta sulle condizioni di lavoro porterò la vicenda all’attenzione dei colleghi, affinché si possa dedicare un focus al tema del caporalato in Sicilia, perché, insieme anche agli operatori di un settore fondamentale per questa terra, si possano studiare strategie concrete per prevenire questo fenomeno Il mio plauso va alle forze dell'ordine per aver scoperto questa vicenda e individuato i presunti colpevoli".

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Braccianti stranieri schiavizzati nelle campagne fra l'Agrigentino e il Nisseno: scattano 8 misure cautelari
AgrigentoNotizie è in caricamento