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La storia / Lampedusa e Linosa

Sbarca a Lampedusa, mette su famiglia e regala una speranza all'isola: la promozione nel campionato di calcio

Joseph Bouallegui, tunisino di 26 anni, che fino al 2013 ha giocato nel Club Sportif Sfaxien, è l'esempio concreto di vera e piena integrazione

Ha segnato ai supplementari, dopo una sofferta partita contro la squadra di Isola delle Femmine, il goal che ha consentito all’Academy Lampedusa d’accedere, domenica prossima, alla finale palermitana con i Punto Rosa. Joseph Bouallegui, tunisino di 26 anni, sta facendo sognare, e non soltanto ai tifosi, ma all’intera isola, sindaco Filippo Mannino in testa, l’accesso al campionato di calcio dilettantistico di Seconda categoria. Per Joseph Bouallegui, attaccante e trequartista, il goal di oggi non è stato altro che “un atto d’amore, di grande amore, nei confronti di Lampedusa”. Perché è sulla più grande delle isole Pelagie, dove è sbarcato nel 2017, Joseph ha costruito la sua vita e la sua famiglia: è sposato con una lampedusana di 34 anni ed ha due bambini.

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“Non mi mancava nulla a Sfax. Sono uscito in barca, era il 2017, con mio cugino che voleva farmi un regalo per il giorno del mio compleanno. Volevo vedere mio fratello che viveva in Francia – ha raccontato Joseph Bouallegui – e mio cugino mi ha detto: ‘Ti porto a Lampedusa, è vicina’. Ho accettato perché pensavo di restare soltanto 6 mesi e poi tornare a casa. Ma a Lampedusa, dove sono sbarcato assieme ad alcuni amici e mio cugino, ho conosciuto la donna che è poi, ben presto, diventata mia moglie. Mi sono innamorato e la mia vita è cambiata”. Joseph dopo lo sbarco a Lampedusa è stato per 6 mesi a Roma, Bologna e Milano. Tempo durante il quale ha sempre mantenuto i contatti con la donna di cui si era innamorato. Poi si è spostato a Parigi, dove la sua amata di Lampedusa lo ha seguito, per ritrovare il fratello e altri familiari e in Francia è rimasto fino a prima che scoppiasse l’emergenza Covid. “Lavoravo installando i cavi della fibra e quando avevo un po’ di tempo libero giocavo a calcio – ha spiegato - . Perché mi è sempre piaciuto, a Sfax fino al 2013 giocavo nel Club Sportif Sfaxien, squadra che era nel corrispondente campionato di serie A. Quando mia moglie, nel frattempo ci siamo sposati, è rimasta incinta e già si registravano i primi casi di Covid, siamo tornati a Lampedusa. Sono rientrato con lei perché volevo veder nascere il nostro bambino. Volevamo tornare poi in Francia, ma siamo rimasti sull’isola dove lavoro come muratore e dove ho continuato a coltivare la passione per il calcio tant’è che sono entrato a far parte della squadra Academy Lampedusa”. 

“La storia di Joseph è esempio di vera e piena integrazione con la popolazione, ha messo su famiglia ed è uno di noi” – ha detto il sindaco delle Pelagie Filippo Mannino che anche domenica prossima sarà allo stadio, a Palermo, con l’Academy Lampedusa - .

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