Domenica, 16 Maggio 2021
Cronaca

"Proteggere le persone, non i confini": è il messaggio lanciato da Lampedusa

Il comitato "3 ottobre": "Siamo qui alla Porta d'Europa, sperando che la nostra preghiera possa aiutare ad aprirla. Una preghiera per le vittime di un mare che sembra essere una speranza ma, per troppi, diventa la fine di un sogno, una bara"

La deposizione di fiori in mare (foto Comitato 3 ottobre)

"Proteggere le persone, non i confini". Una trentina di superstiti, 200 studenti, i familiari delle vittime, il comitato "3 ottobre", le istituzioni - con in testa il sindaco Giusi Nicolini - hanno marciato fino a Porta d'Europa. Tutti accoratamente hanno detto "basta" alle morti in mare. Dal giorno dell'ecatombe a mezzo miglio da Lampedusa, quando persero la vita in 368, si conta che siano state 11.400 le persone morte in mare. Ed in quest'anno, in questa parte di anno, sono stati 3.500. 
"Numeri da guerra. Numeri che non ci possono lasciare vivere tranquilli" - ha detto il sindaco di Lampedusa, Giusi Nicolini -. 

A Porta d'Europa, Lampedusa ed i rappresentanti istituzionali, fra cui il ministro dell'Interno Angelino Alfano, ha pregato ed ha celebrato - nel luogo simbolo - la prima giornata della memoria e dell'accoglienza. 

"Siamo qui alla Porta d'Europa, sperando che la nostra preghiera possa aiutare ad aprirla - hanno scritto dal comitato "3 ottobre" -. Una preghiera per le vittime delle migrazioni, per le vittime dei muri dell'Europa, le vittime di un mare che sembra essere una speranza ma, per troppi, diventa la fine di un sogno, una bara".

Poi, come da programma, alcuni dei superstiti e dei familiari delle vittime, assieme al sindaco ed al ministro, sui pattugliatori della Guardia costiera hanno raggiunto il luogo preciso della tragedia - a circa mezzo miglio dall'isola - ed hanno lasciato cadere, dopo una preghiera, dei fiori.

"Siamo qui, in mezzo al Mediterraneo, a pochi chilometri dalla porta d'Europa, da Lampedusa, dalla salvezza. Siamo qui, nel punto in cui hanno perso la vita 368 persone, migranti e sognatori, nel naufragio del 3 ottobre 2013 - hanno scritto dal comitato "3 ottobre" - . Siamo qui perché vogliamo ricordare a noi ed a voi quello che è successo. Siamo qui perché nonostante c'è chi continua a morire in mare, noi non ci arrendiamo e vogliamo credere in un'Europa migliore. Lotteremo perché l'Europa abbatta i muri dell'indifferenza e porga la mano a chi ha bisogno di aiuto. Perché bisogna proteggere le persone, non i confini e non ci stancheremo mai di ripeterlo".  
 

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