La "Sea Watch" fa rotta verso Lampedusa ed entra in acque italiane: autorizzato l'ancoraggio

La nave della Ong dovrebbe restare poco fuori il porto dell'isola. Il ministro: "Abbiamo fatto sbarcare malati e bambini, ma resta il divieto assoluto. Una Ong, peraltro straniera, non può decidere chi entra in Italia"

(foto FACEBOOK)

La "Sea Watch 3", con a bordo 47 immigrati salvati in acque libiche, è entrata in acque italiane e sta facendo rotta verso l'isola di Lampedusa. Poco prima delle 16,30 è stato autorizzato, poco fuori il porto dell'isola, l'ancoraggio dell'imbarcazione della Ong tedesca. Nave che, ieri mattina, era stata diffidata dalla Guardia di finanza a non entrare in acque italiane. 

Il medico di bordo: "I migranti parlano di autolesionismo e suicidio"

La "Sea Watch 3" - per tutta la mattinata - era rimasta al largo, in acque internazionali, di Lampedusa. Nelle ultime ore però qualcosa è cambiato. "Il comandante della Sea Watch 3 è stato in costante contatto con la guardia costiera e ha annunciato l'intenzione di entrare nelle acque territoriali italiane e dirigersi verso il  porto di Lampedusa". Aveva detto Giorgia Linardi, portavoce della Sea Watch. "Ha chiesto anche la revoca del diniego di ingresso nelle acque territoriali intimatogli ieri mattina per via delle ragioni umanitarie, che stando alle valutazioni a bordo, supererebbero le motivazioni riportate per il diniego", aveva spiegato. "Abbiamo fatto sbarcare malati e bambini, ma resta il divieto assoluto alla Sea Watch3 di entrare nelle nostre acque territoriali. Non cambiamo idea: porti chiusi per chi non rispetta le leggi, mette in pericolo delle vite, minaccia. Una Ong, peraltro straniera, non può decidere chi entra in Italia''. Lo ha detto, secondo quanto riporta l'Adnkronos, e il ministro dell'Interno Matteo Salvini.

Il ministero dell'Interno "non cambia idea e non autorizza lo sbarco. Se qualcuno non è d'accordo si prenda la responsabilità pubblica di dirlo e di autorizzarlo. Li consideriamo complici dei trafficanti: abbiamo buoni motivi per pensarlo e per dirlo".

A monitorare l'evolversi dei fatti legati alla "Sea Watch 3", il procuratore aggiunto Salvatore Vella e il sostituto Alessandra Russo. I due Pm erano arrivati a Lampedusa per gli interrogatori sul caso della nave "Mare Jonio". 

Striscione sul Municipio 

“Lampedusa per un Mediterraneo di pace”. E' questa la frase scritta - rosso su bianco - su uno striscione appeso questa mattina sul prospetto del Municipio di Lampedusa, al balcone dell’ufficio del sindaco Totò Martello. “Lampedusa è un’isola di pace, nessuno rimuoverà questo striscione" - ha commentato don Luigi Ciotti, presidente di "Libera", che stamane insieme al sindaco Martello ha accolto proprio nella piazza di fronte il Municipio centinaia di giovani lampedusani e linosani dell’istituto Pirandello in occasione di “Libera la natura”: l’iniziativa giunta sull’isola alla sua nona edizione.

Don Ciotti ha ribadito, parlando ai tanti giovani presenti in piazza, la necessità che ognuno faccia la propria parte nella direzione della pace e dell’accoglienza. “Ma la prima riforma da fare nel nostro paese – ha detto – è la riforma delle nostre coscienze”.

Prendendo spunto dallo slogan di don Ciotti, riportato anche sulle magliette indossate dai giovani in piazza, il sindaco Totò Martello ha ribadito l’importanza di non fermarsi alle parole: “Ognuno di noi deve agire concretamente per provare a costruire una società più equa e solidale. Non basta commuoversi, bisogna muoversi”.

striscione municipio lampedusa-4

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