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Foto "Comitato 3 ottobre"

Foto "Comitato 3 ottobre"

Lampedusa non dimentica, Montenegro: "Davanti a questo mare 30 mila morti"

Nella giornata della memoria sull’isola, tra gli altri, il presidente del Senato, Pietro Grasso e il ministro della Pubblica istruzione Valeria Fedeli

Sono passati quattro anni da quel maledetto 3 ottobre, giorno in cui persero la vita 368 migranti. Nella "giornata della memoria" sull’isola il presidente del Senato, Pietro Grasso, il ministro della Pubblica istruzione Valeria fedeli, ed anche il sindaco Totò Martello. Insieme a loro tantissimi giovani.

La marcia è stata rallentata dalla pioggia, i ragazzi presenti sono pariti con un'ora di ritardo. 

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"Davanti a questo mare di Lampedusa ci sono 30 mila morti e sono solo quelli contati – ha detto il cardinale Montenegro davanti alla porta d’Europa - ma ve ne sono altrettanti non contati. Vogliamo e dobbiamo smettere di contare i morti. Bisogna abbattere i muri e i reticolati che ingabbiano anche i cuori e continuano a uccidere. Dobbiamo dire con forza 'Mai più morti'. Tutti devono sopravvivere e avere speranza'. Questa Europa stanca e debole deve cambiare. Questa Porta d'Europa deve restare aperta, qualcuno vorrebbe chiuderla, ma dobbiamo impedirlo".

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Un appello quello lanciato dal cardinale Montenegro, che sa anche di rimprovero. “La memoria deve essere attiva, deve volere significare impegno, innanzitutto parlando il linguaggio della verita”. Queste, invece, le parole del ministro Valeria Fedeli. “Dobbiamo dire con chiarezza che è ancora una fatica l'accoglienza e l'integrazione e questo si chiama razzismo che dobbiamo respingere".

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Alla giornata della memoria delle vittime dell’immigrazione, il presidente del Senato, Grasso, non ha nascosto al sua emozione: "È un'emozione diversa essere sui luoghi che costituiscono la fine dell'Europa, il confine dove ci sono principi e valori che i nostri padri fondatori hanno realizzato con quest'Unione. E c'è anche la porta d'ingresso d'Europa - ha aggiunto Grasso - il primo segnale che vedono coloro che si avvicinano con la speranza di un futuro migliore alle nostre coste. Fuggono da povertà, guerre, fame, mancanza di diritti. Quei diritti fondamentali che la nostra Costituzione riconosce".

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