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La vittima, Fulvia Morando

La vittima, Fulvia Morando

"Sindacalista travolta e uccisa da pirata della strada", chiesta condanna a 5 anni

Secondo il pm, l'automobilista - che si sarebbe messo alla guida ubriaco - è responsabile di omicidio stradale. La 49enne Fulvia Morando era a Lampedusa per lavoro

Cinque anni di reclusione per l'accusa di omicidio stradale. Secondo il pubblico ministero Emiliana Busto non ci sono dubbi sulla responsabilità dell'imputato che avrebbe investito e ucciso una donna, dopo essersi messo alla guida ubriaco, fuggendo dopo l'impatto.

Il processo è quello a carico di Andrea Saverio Sola, 25 anni, palermitano, arrestato il 31 agosto del 2019 a Lampedusa: l’imputato, in particolare, è accusato avere provocato la morte di Fulvia Morando, sindacalista quarantanovenne di Pinerolo, in provincia di Torino, che si trovava nell’isola per lavoro.

Ieri mattina, davanti al giudice monocratico Alfonso Pinto, ci sono state le conclusioni di tutte le parti. Innanzitutto la requisitoria del pubblico ministero che ha chiesto la condanna dell'imputato. L’incidente è avvenuto l’ultimo giorno di agosto di due anni fa sull’isola. La donna stava passeggiando in contrada Terranova, zona periferica dell’isola, quando è stata investita da un fuoristrada Suzuki Santana che l’ha scaraventata contro un muretto.

La turista è morta poco dopo essere arrivata al poliambulatorio. Il conducente della vettura, anziché fermarsi e prestare i soccorsi, secondo quanto ha ricostruito il pm durante la requisitoria, avrebbe accelerato e si sarebbe rapidamente allontanato dicendo, poi, quando fu rintracciato, di non essersene accorto.

Il processo, adesso, è arrivato alle battute conclusive. Il difensore dell'imputato - l'avvocato Monica Malogioglio - ha chiesto l'assoluzione contestando la legittimità del test etilometrico "eseguito dopo ore dai fatti". Il difensore ha, inoltre, sottolineato che non ci sarebbero “dati certi sull’omologazione dello strumento di controllo del tasso alcolico”.

Secondo il legale, inoltre, "la donna camminava al centro della strada e ha avuto un atteggiamento non prudente. L'automobilista potrebbe non averla vista". Il legale, inoltre, ha sottolineato che “l’incidente è avvenuto in una strada buia, periferica e senza marciapiedi”. La tesi della difesa, in sostanza, è che l’imputato non avrebbe potuto evitare l’incidente o, comunque, ci sarebbe stato un concorso di colpa da parte della vittima.

Il processo si concluderà il 14 gennaio: il giudice, dopo le eventuali repliche di procura e difesa, si ritirerà in camera di consiglio ed emetterà il verdetto. 

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