"Ha speronato e quasi schiacciato la motovedetta della Gdf": ecco le accuse al comandante della Sea Watch3

Carola Rackete è accusata di violazione dell'articolo 1100 del codice della navigazione: resistenza o violenza contro nave da guerra, che prevede una pena dai tre ai 10 anni di reclusione. Il procuratore Luigi Patronaggio: "Le ragioni umanitarie non possono giustificare atti di inammissibile violenza nei confronti di chi in divisa lavora in mare per la sicurezza di tutti"

La Sea Watch3 a Lampedusa

"Le ragioni umanitarie non possono giustificare atti di inammissibile violenza nei confronti di chi in divisa lavora in mare per la sicurezza di tutti". Il procuratore capo di Agrigento, Luigi Patronaggio, è categorico in merito all'arresto di Carola Rackete, il comandante della Sea Watch3 arrestata, stanotte, dopo aver disobbedito - per l'ennesima volta all'Alt della Guardia di Finanza e aver speronato una motovedetta nel tentativo di attraccare nel porto di Lampedusa.

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Carola Rackete, iscritta 24 ore fa nel registro degli indagati, subito dopo l'arresto - alle 3 circa di stanotte - è stata portata via, dal porto, dalla Guardia di Finanza ed è stata accompagnata alla brigata delle Fiamme Gialle. E' stata posta, su disposizione della Procura di Agrigento, agli arresti domiciliari a Lampedusa dove rimarrà fino all'udienza di convalida che si terrà, naturalmente, ad Agrigento. E' saltato, chiaramente, l'interrogatorio previsto ieri, subito dopo la sua iscrizione nel registro degli indagati, per stamani. A Lampedusa è presente, da ieri, il procuratore aggiunto Salvatore Vella. L'accusa a carico della trentunenne tedesca è violazione dell'articolo 1100 del codice della navigazione: resistenza o violenza contro nave da guerra, che prevede una pena dai tre ai 10 anni di reclusione. 

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La motovedetta della Guardia di finanza dovrà andare in cantiere per essere riparata. E' stata quasi "schiacciata" sulla banchina commerciale dalla Sea Watch3 che ha forzato il blocco delle Fiamme gialle. L'unità della Guardia di Finanza stava ormeggiando quando è stata speronata dalla nave della Ong. Solo grazie alla prontezza del pilota e a un perfetto coordinamento dell'equipaggio è stato evitato il peggio. La motovedetta è in vetroresina mentre la nave è in ferro e poi, naturalmente, le dimensioni delle due imbarcazioni sono assai differenti. Ad essere gravemente danneggiata è stata la parte inferiore dello scafo e adesso la motovedetta dovrà andare in cantiere per essere sottoposta a controlli e per tutte le riparazioni necessarie.

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Dopo le operazioni di sbarco dei migranti, decine di militari della Guardia di Finanza hanno preso di fatto il comando della nave. La Sea Watch 3 è stata portata fuori dal porto intorno alle 06,30 perché la sua presenza in porto determinava problemi e rischi ai decolli e agli atterraggi degli aerei e perché i traghetti di linea che collegano Lampedusa con Porto Empedocle non avrebbero potuto attraccare. 

La "Sea Watch3" prova ad entrare nel porto di Lampedusa, bloccata

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