"Sea Watch" al largo di Lampedusa, un profugo: "Piuttosto che tornare in Libia, preferirei morire"

Lanciato un appello al ministro dell'Interno tedesco: "Per favore, pensi alle vite che stiamo conducendo. Non è umano lasciare le persone morire in mare. Coloro che ci aiutano, coloro che ci salvano, non sono criminali: salvano le nostre vite"

"Piuttosto che tornare in Libia, preferirei morire. Preferirei dare la mia vita ai pesci piuttosto che essere nuovamente torturato". Questa la testimonianza di Hermann, uno degli stranieri salvati a bordo di Sea Watch 3, che si trova in acque internazionali, a 16 miglia circa da Lampedusa. Una testimonianza a sei giorno dal soccorso senza avere l'autorizzazione a sbarcare. La notizia è stata riportata dall'Ansa

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"Vorrei chiedere a tutti - dice l'uomo in un ideo postato su twitter dalla ong tedesca - una cosa semplice: chi non vorrebbe essere libero nella sua vita? Chi vorrebbe soffrire per tutta la sua vita?. Se oggi ci troviamo in questa situazione non è perchè noi vogliamo esserci, ma perchè ci siamo ritrovati. Vorrei - prosegue Hermann - inviare un messaggio al ministro dell'Interno tedesco: per favore, pensi alle vite che stiamo conducendo. Non è umano lasciare le persone morire in mare. Coloro che ci aiutano, coloro che ci salvano, non sono criminali: salvano le nostre vite. Ci pensi, siamo tutti figli dello steso Dio, dovremmo vivere insieme come amici, come fratelli. Dovremmo vivere le nostre vite come voi. Anche noi abbiamo diritto alla libertà come tutti gli altri".

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