Lo scontro su "Sea Watch3" continua: urla ed insulti per Carola e la proposta del premio Nobel

L'ex sindaco di Lampedusa, Giusi Nicolini: "Nessuno speronamento - dice - ho la sensazione che la Guardia di Finanza abbia provocato l'incidente"

Uno dei migranti mentre sbarca dalla Sea Watch3

Non è soltanto Lampedusa, ma l'Italia intera e forse non solo, ad essersi divisa sul caso Sea Watch3 e sull'arresto del comandante della nave Ong: Carola Rackete. La trentunenne tedesca appena scesa dalla nave è stata accolta dagli applausi e dalle ovazioni di un gruppo di attivisti e dal parroco
di Lampedusa, don Carmelo La Magra, che da più di una settimana dorme sul sagrato della chiesa, in segno di solidarietà. Proprio don Carmelo ha detto: "Il Natale quando arriva, arriva. Benvenuti nel porto salvo di Lampedusa".  "Vergognati, vergognati!" - le hanno gridato, invece, un gruppo di leghisti, guidati dall'ex senatrice Angela Maraventano della Lega - . 

Reazioni e "scontri"

"Non ha vinto il Pd, né la Lega, né i Cinque Stelle, ha vinto l'umanità. Dobbiamo essere uniti in una fratellanza universale. Basta divisioni fra di noi. Non c'è cosa peggiore quando un essere umano si sente rifiutato. E' una sofferenza terribile" - ha scritto su Facebook il segretario del Pd di Lampedusa Peppino Palmeri - . 

Botta e risposta sul molo di Lampedusa, nella notte, tra la ex sindaca Giusi Nicolini e la ex senatrice leghista Angela Maraventano. "Non si può venire a fare quello che si vuole, non venite nelle nostra isola se no succede il finimondo. Fate scendere i profughi e poi arrestateli tutti" - ha gridato a squarciagola Maraventano, rivolgendosi alla polizia presente. Immediata la replica di Giusi Nicolini: "Che vuoi tu, chi sei tu per decidere chi deve venire e chi no".

Il video di insulti

"Siamo felici per lo sbarco e al tempo stesso tristi per Carola" - lo ha detto, all'Adnkronos, il senatore Pd Davide Faraone, sceso all'alba dalla nave Sea Watch3 - . Proprio Faraone, senatore del Pd, ha pubblicato sulla sua pagina Facebook un video di insulti alla comandante: "Spero che ti violentino sti negri", "Ti piace il ca...o dei neri" - hanno gridato. E ancora: "zingara, venduta, vattene, vergognati. Devi andare in galera". E anche insulti ai deputati sulla nave: "Vi devono violentare le mogli".

Il Governo 

"Io sto con le forze dell'ordine, io sto con la legge, io sto con l'Italia" - ha scritto, sui social, il ministro dell'Interno Matteo Salvini - . "Non voglio sostituirmi alla magistratura a cui spetta applicare le nostre leggi. Leggi che ci sono, piacciano o non piacciano" - ha detto invece il presidente del Consiglio Giuseppe Conte - . Il viceministro dell'Economia e delle Finanze, Laura Castelli, ha invece sentito telefonicamente il comandante generale della Guardia di Finanza, Giuseppe Zafarana, per accertarsi delle condizioni di salute dei militari che erano a bordo della motovedetta. Il viceministro, riferisce una nota, ha ringraziato il generale Zafarana per ''il lavoro che gli uomini e le donne della Guardia di Finanza fanno quotidianamente con professionalità, anche a rischio della propria vita, per servire lo Stato''. Il ministro dell'Economia, Giovanni Tria, ha espresso al comandante generale della guardia delle fiamme Gialle, Giuseppe Zafarana, "ammirazione" per la "bravura professionale dei finanzieri di mare" impegnati nella difficile operazione dovuta all'ingresso nel porto di Lampedusa, della nave Sea Watch. Tria ha espresso poi "vicinanza, solidarietà e grande affetto" all'equipaggio della motovedetta della Gdf speronato. "Carola Rackete, comandante della Sea Watch, è stata arrestata dopo aver disobbedito all'alt della Guardia di Finanza, speronando una motovedetta nel tentativo di attraccare nel porto di Lampedusa. E per questo verrà processata, come è giusto che sia, perché ha violato la legge dello Stato italiano, rischiando di creare un danno anche ai nostri uomini e donne in uniforme, che ringrazio per il lavoro che svolgono ogni giorno a tutela della nostrasicurezza - lo scrive il vice premier Luigi Di Maio su Facebook - . Detto questo -prosegue- trovo assurda l'escalation di insulti e di toni offensivi registrata nelle ultime ore. Non capisco l'esigenza di mettere in piedi questo circo mediatico, con alcuni giornali schierati da una parte e altri dall'altra. Uno Stato sovrano ha le leggi e le fa rispettare. Punto. La capitana verrà giudicata da giudici sulla base delle leggi dello Stato italiano".

"Free Carola"

"Dopo 17 giorni in mare, all'alba di oggi, il capitano di Sea-Watch 3, Carola Rackete, ha completato il salvataggio dei migranti a bordo della nave e li ha fatti sbarcare a Lampedusa. Carola ha fatto l'unica cosa che c'era da fare, quella imposta dal diritto e dallo stato di necessità. Per questo siamo al suo fianco". Lo scrive su Facebook Mediterranea Saving Humans, la rete delle associazioni italiane che con Nave Mare Jonio nei mesi scorsi ha
monitorato il Mediterraneo centrale. "Carola Rackete è stata arrestata, colpevole di essere entrata in porto per sbarcare persone sofferenti, di cui lei ha la prima responsabilità. Non poteva fare altrimenti. Ancora una volta il nemico è chi soccorre in mare e chi fa quello che governi e istituzioni europee non fanno violando tutte le leggi e le convenzioni: tutelare i diritti umani. Un ennesimo atto - conclude Mediterranea - della guerra contro le navi della società civile". "Siamo tutti con Carola". Si schierano apertamente con il comandante della Sea Watch 3 i rappresentanti delle Ong che a Napoli partecipano al corteo a mare in favore dell'accoglienza, iniziativa lanciata dal sindaco di Napoli Luigi de Magistris. Alessandro Metz, del progetto "Mediterranea saving humans" e armatore della "Mare Jonio" sequestrata dopo l'ultimo salvataggio, spiega: "La nostra imbarcazione partecipa al corteo e per l'occasione è stata ribattezzata 'Free Carola' perché riteniamo che l'esercizio del diritto da parte della comandante della Sea Watch 3 sia stato giusto e corretto".

L'ex sindaco Nicolini: "Da Gdf solo una provocazione"

"Io rispetto la Guardia di Finanza e rispetto il lavoro di tanti uomini delle Fiamme gialle, però devo dire che da parte della Guardia di Finanza c'è stata, secondo me, una provocazione nei confronti della Sea watch. Hanno obbedito agli ordini, certamente. Io ero lì, sul molo. La nave non ha speronato la  motovedetta della Finanza, però mi chiedo che senso ha mettersi di traverso davanti a una nave così grossa". Lo ha detto all'Adnkronos Giusi Nicolini, l'ex sindaca di Lampedusa che ha seguito le operazioni di sbarco della notte a Lampedusa. "Nessuno speronamento - dice - ho la sensazione che la Guardia di Finanza abbia provocato l'incidente". "Se ti metti lì contro un mostro gigante che non ha l'agilità il risultato è questo - dice - . Noi eravamo allibiti, eravamo convinti che la motovedetta stesse scortando la nave poi, invece, si è messa di  traverso e si trovata dentro un imbuto".

"Carola merita il premio Nobel" 

"C'è voluta una donna tedesca per mettere in crisi e sparigliare le carte al ministro Salvini, una ragazza tedesca dai grandi valori, una donna straordinaria che ha avuto tutto dalla vita e ora dedica una parte della sua vita a chi non ha niente". E' il commento all'AdnKronos del padre missionario Alex Zanotelli, dopo l'azione della nave Sea Watch capitanata da Carola Rackete, entrata forzando il blocco della Guardia di finanza nel porto di Lampedusa con a bordo 40 migranti. "Questa donna meriterebbe un premio Nobel - afferma il religioso comboniano - per il suo coraggio di sfidare una legge assurda, cui bisogna disobbedire, perché è un atteggiamento profondamente cristiano la disobbedienza alle ingiustizie, i primi martiri sono morti proprio per questo motivo: la legge della vita e la legge dell'amore devono essere la nostra bussola, fino al punto di pagare di persona come sta ora rischiando la 'capitana' della Sea Watch".

     

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