Sbarcati 10 immigrati della "Sea Watch3", anche Trenta e Toninelli firmano il divieto di ingresso della nave

Sull'imbarcazione della Ong sono rimasti, fra gli altri, 4 minori non accompagnati di cui uno di soli 12 anni. La svolta per fare scendere alcuni è arrivata dopo un controllo sanitario  

Lo sbarco dei 10 immigrati (foto Mediterranean hope)

Sono sbarcati su molo Favarolo, alle ore 18 circa, dieci dei 53 immigrati a bordo della “Sea Watch3” . Ad autorizzare l'approdo era stato il Viminale, con firma del ministro dell’Interno Matteo Salvini. A Lampedusa sono dunque arrivati tre minori: due dei quali hanno meno di 2 anni, tre donne di cui due incinte, due accompagnatori e due uomini malati. A condurli fino alla terraferma è stata una motovedetta della Guardia costiera. La “Sea Watch3” è rimasta, invece, al limite delle acque territoriali italiane.

Salvini firma il divieto di ingresso: no acque italiane per la Sea Watch3

E mentre il vice premier, Salvini, annunciava che poteva “rimanere lì fino a Capodanno”, i ministri della Difesa e delle Infrastrutture, rispettivamente Elisabetta Trenta e Danilo Toninelli firmavano anche loro il decreto interministeriale che dispone il divieto di ingresso, transito e sosta alla nave “Sea Watch 3” nelle acque italiane, come previsto dal nuovo decreto Sicurezza.

"Sea Watch3" a 15 miglia da Lampedusa appende gli striscioni: "Aprite i porti"

"Sono stati autorizzati a scendere bimbi, donne incinte e malati. Io voglio il bene di tutti ma per quello che riguarda questa nave fuorilegge per me può stare lì per settimane, per mesi, fino a Capodanno". Lo ha detto - secondo quanto riporta l'Ansa - il ministro dell'Interno Matteo Salvini commentando lo sbarco a
Lampedusa di alcuni dei migranti della Sea Watch. "Ci sono persone a bordo per scelta di questi delinquenti, per scelta di questi sequestratori di esseri umani - ha detto Salvini, sempre quanto riporta l'Ansa  -. Bambini, donne incinte e malati scendono, questi delinquenti risponderanno alle loro coscienze di eventuali problemi. Questi dovevano andare in Libia, potevano andare in Tunisia o a Malta: sono arrivati in Italia. L'hanno chiesto loro il porto alla Libia, la Libia lo ha dato e loro hanno disobbedito". 

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La svolta, almeno per fare scendere le 10 delle 53 persone salvate nei giorni scorsi in acque libiche, è arrivata quando è stato disposto un controllo sanitario a bordo della Sea Watch. Sulla nave della Ong sono rimasti, fra gli altri, 4 minori non accompagnati di cui uno di soli 12 anni. 

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