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Mercoledì, 22 Maggio 2024
Immigrazione / Lampedusa e Linosa

"Versava la benzina nei serbatoi del barchino ma non era uno scafista": assolto 32enne

Il giudice scagiona un camerunense accusato di avere trasportato in Italia 35 migranti: condanna a 4 anni e 2 mesi a un egiziano reo confesso

Una condanna e un'assoluzione per due presunti scafisti accusati di avere organizzato una traversata verso l'Italia facendo sbarcare a Lampedusa 35 migranti su un'imbarcazione in vetroresina di 9 metri. La sentenza è stata emessa dal giudice dell'udienza preliminare del tribunale di Agrigento, Stefano Zammuto. Sotto accusa Mohamad Abdelati, 27 anni, egiziano e Mekoueg Fochi, 31 anni, del Camerun. 

I due imputati erano finiti in carcere alcune settimane dopo lo sbarco di 35 migranti avvenuto lo scorso 23 aprile. L'accusa era quella di avere condotto dalla Libia, verso le acque territoriali italiane, una barca con a bordo 35 migranti "esponendoli a pericolo per la loro vita". L'egiziano, in particolare, avrebbe guidato il mezzo per l'intera durata del viaggio provvedendo a tracciare la rotta con l'ausilio di una bussola. Al camerunense, invece, si contestava di avere provveduto a riempire il serbatoio del motore di carburante. 

I poliziotti della squadra mobile, in particolare, avevano interrogato come testimoni alcuni migranti bangladesi che hanno riconosciuto i due imputati dagli album fotografici individuandoli come in componenti dell'equipaggio improvvisato che li aveva portati in Italia. 

Le testimonianze dei migranti sono state cristallizzate nell'incidente probatorio e sono state utilizzate al processo che si è celebrato "allo stato degli atti" ovvero con rito abbreviato. Abdelati, che è stato difeso dall'avvocato Pasquale Tarallo, ha sostanzialmente ammesso i fatti dicendo di essere stato pagato dai trafficanti con 500 euro per condurre il barcone con la rassicurazione che, una volta arrivati a Lampedusa, non gli sarebbe successo nulla.

L'altro imputato, invece, ha negato di avere avuto un ruolo nella traversata che ha portato in Italia i migranti irregolari. Il camerunense ha sempre specificato di essere un semplice passeggero e di non aver avuto alcun ruolo, se non quello di stare seduto sui bidoni di benzina. "Se un migrante durante la traversata, nel momento in cui il natante si ferma per mancanza di carburante, provvede a versare i bidoni nel serbatoio principale - ha sostenuto il difensore, l'avvocato Luigi Troja - non può dirsi che abbia avuto un qualche ruolo, anche perché è facilmente immaginabile che se la barca si ferma tutti cercano di rendersi utili affinché riprenda la navigazione".

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