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Lunedì, 23 Maggio 2022
Cronaca Lampedusa e Linosa

Migrante "pentito" ricostruisce traffico di esseri umani: poliziotto racconta indagine

Un agente in servizio alla squadra mobile rivela che, dopo lo sbarco, tre superstiti hanno manifestato l'intenzione di collaborare

"Dopo lo sbarco tre migranti hanno subito manifestato la volontà di collaborare e ci hanno raccontato che lo scafista era tunisino".

L'ispettore della squadra mobile Gaetano Fantaucchio racconta così, in aula, le prime battute dell'indagine che hanno portato a pocesso il tunisino Faouzi Ben Manssour, 42 anni, riconosciuto in foto da tre connazionali sbarcati il 7 luglio a Lampedusa. Il dibattimento ha preso il via davanti ai giudici della prima sezione penale, presieduta da Alfonso Malato ed è stato sentito il primo testimone della lista del pubblico ministero Gianluca Caputo.

"In quattro guidavano l'imbarcazione con il gps, non saprei riconoscere chi sono gli altri tre. Siamo partiti dalla Tunisia con due barchini, poi trasbordati in una nave più grande. Abbiamo pagato seimila dinari per il viaggio iniziato sulle coste di Sousse, senza acqua, cibo e giubbotti di salvataggio". Questo, in particolare, il racconto di uno dei tre tunisini, che aveva aperto interessanti spunti investigativi nella lotta al traffico di esseri umani dall'Africa.

Gli altri due, invece, avevano fatto perdere le loro tracce prima di potere confermare la loro testimonianza nell'incidente probatorio. In seguito al racconto dei tre testimoni, era stato convalidato il fermo ed era stata disposta la custodia in carcere per Ben Manssour che, adesso, è finito a processo. 

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