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Il vertice / Lampedusa e Linosa

Visita "flash" di Schifani a Lampedusa: "Adotteremo provvedimenti urgenti"

Il presidente della Regione è andato all'hotspot e ha incontrato in Comune e incontrato il primo cittadino Mannino

Il presidente della Regione, Renato Schifani, e il capo dipartimento delle Libertà civili e immigrazione, il prefetto Valerio Valenti, hanno preso contezza delle condizioni dell'hotspot di Lampedusa dove ci sono circa 2.500 persone e si sono soffermati nell'area dei bambini.

Giunti in Comune, assieme al sindaco delle Pelagie Filippo Mannino, Valenti ha dato disposizione di avviare altri trasferimenti con aerei dell'Aeronautica militare e della Protezione civile. Per il pomeriggio è stato previsto un volo, che trasferirà 70 persone, dedicato a bambini e alle categorie vulnerabili. I massicci trasferimenti via mare, con navi militari e civili, non potranno che iniziare martedì mattina quando le condizioni del mare miglioreranno. "Il prefetto Valenti, durante l'incontro al Comune, è stato in costante contatto con il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi - ha raccontato il sindaco Mannino - . Ho sollevato l'esigenza di un pediatra e il presidente Schifani si è impegnato, in prima persona, per farlo arrivare sul territorio, sia per le esigenze degli isolani che dei migranti. La presenza del presidente della Regione e del prefetto Valenti rappresenta l'attenzione da parte dello Stato per questa terra - ha proseguito Mannino -. La macchina dei soccorsi e dell'accoglienza non si è mai fermata e al di la delle gravissime difficoltà che ci sono all'interno dell'hotspot, è importante che queste persone siano arrivate vive sulla terraferma".

"Ho voluto fortemente questa operazione di solidarietà perché qui a Lampedusa non stiamo vivendo soltanto una vicenda politica ma anche una questione legata alla sopravvivenza di queste persone - ha detto il presidente Schifani -. Sono qui soprattutto per ragioni umanitarie. Oggi assistiamo a una grande dimostrazione di partecipazione e aiuto che fa onore al popolo siciliano".

"Ho voluto constatare di persona con un sopralluogo – prosegue il governatore – la situazione relativa all’accoglienza dei migranti nell’hotspot di Lampedusa, messa a durissima prova dall’ingente numero di emigrati. Già da venerdì notte ci siamo subito attivati per fronteggiare l’emergenza sbarchi di questi ultimi giorni. Abbiamo fatto arrivare coperte, scarpe e vestiti, kit igienici e beni di prima necessità, grazie alla collaborazione con il Viminale, la Protezione civile regionale, l’Aeronautica, la prefettura di Agrigento e la Caritas, per cui ringrazio monsignor Raspanti". 

"C’è già un piano serio messo a punto dal Viminale per trasferire nell’arco delle prossime ore oltre 600 migranti: 183 partiranno domattina in nave e circa 430 lasceranno l’isola domani pomeriggio – aggiunge Schifani -. I gestori dell’hotspot mi hanno segnalato che servono scarpe per bambini e adulti, vestiti e altre coperte e mi sono subito attivato perché possano arrivare a Lampedusa in tempi brevissimi. Lampedusa è la porta d’Italia non la porta della Sicilia, purtroppo l’Europa nonostante i nostri forti richiami non ha mai dato risposte concrete ed è arrivato il momento che si assuma le proprie responsabilità. Con l’assessore alla Salute Giovanna Volo faremo arrivare immediatamente un pediatra a disposizione del Poliambulatorio. Inoltre, stiamo valutando di potenziare il servizio di collegamento navale per far fronte alle esigenze dei residenti e delle imprese locali".

Schifani e Valenti hanno lasciato Lampedusa in tarda mattinata.

Migranti. Martello: “blocco navale”, “guerra alle Ong”, “guerra agli scafisti”, la Meloni passa da uno slogan all’altro, intanto le persone muoiono in mare

“’Guerra agli scafisti’, ecco il nuovo slogan del governo Meloni. Ho solo una domanda per la presidente del Consiglio: quando sono soltanto cinque, sei, anche dieci persone a salire autonomamente a bordo di un barchino di tre metri per attraversare il Mediterraneo, chi di loro è lo scafista?”. Lo dice Totò Martello, capogruppo del Pd al consiglio comunale di Lampedusa e Linosa.

“La destra continua ad avere un approccio al tema dei migranti ‘ad esclusivo uso mediatico’ – aggiunge Martello - nel tentativo di propinarci di volta in volta fantomatiche ricette inseguendo la cronaca. Le Ong arrivano in un porto italiano dopo aver salvato decine di migranti in mare? ‘Guerra alle Ong’. Poco dopo si verifica la terribile tragedia di Cutro? ‘Guerra agli scafisti’. Si va avanti con la propaganda, con gli slogan ad effetto”.

“Lo faceva Matteo Salvini – prosegue Martello - che quando era ministro degli Interni ripeteva la filastrocca dei ‘porti chiusi’, mentre a Lampedusa come in diverse altre località italiane gli sbarchi continuavano regolarmente. Lo ha fatto Giorgia Meloni impostando la sua campagna elettorale sulla follia del ‘blocco navale’, e continua a farlo ora che è presidente del Consiglio dichiarando prima ‘guerra alle Ong’ e adesso ‘guerra agli scafisti’, nel tentativo di far credere che questa sia la nuova ricetta per risolvere tutti i problemi legati alle migrazioni. Ma se è sacrosanto perseguire e punire gli scafisti, così come chi lucra organizzando traversate sfruttando la disperazione delle persone, questo è solo un singolo aspetto di un tema molto più ampio e complesso come quello della gestione dei flussi migratori. La Meloni forse non sa, o finge di non sapere, che nella maggior parte dei casi gli scafisti si trovano solo a bordo delle grosse imbarcazioni, ma quando un piccolo gruppo di persone sale a bordo di un barchino per raggiungere le nostre coste non c’è nessuno scafista a bordo. E basta guardare i report ufficiali per capire che a Lampedusa la maggior parte dei migranti arriva così, su piccole imbarcazioni, sono i cosiddetti ‘sbarchi autonomi’”.

“Le migrazioni fanno parte del nostro Dna, ci sono sempre state e nessuno potrà fermarle: bisogna dunque ‘gestirle’, ripristinando i controlli nel Mediterraneo, e lavorando concretamente con la Comunità europea ed i paesi di partenza per creare canali regolari e sicuri per chi è costretto a lasciare la propria terra. C’è un documento delle Nazioni Unite, il Global Compact for Migration, che fornisce indicazioni importanti in questa direzione: perché l’Italia continua a non volerlo neppure prendere in considerazione? Si preferisce andare avanti con la più vuota e falsa propaganda, nel frattempo – conclude Martello - i diritti umani vengono calpestati e persone come noi continuano a morire in mare, mentre gli spin doctor della destra scrivono il nuovo slogan da dare in pasto all’opinione pubblica”.

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